CONSUMATI DAL FUOCO (E DAL BUIO): LA DANZA DI ROBERTO CASTELLO VA IN SCENA A OSIMO

Frenetici, ossessivi, compulsivi. Si muovono al ritmo elettronico dell’udu africano, 4 tempi picchiati su questo curioso strumento di percussione a forma di anfora, mixati e rimandati in loop per un’ora di spettacolo. I quattro danzatori di Roberto Castello sono in scena stasera a Osimo, al teatro La Nuova Fenice, dalle 21,15 con In girum imus nocte et consumimur igni. Il titolo è un famoso palindromo latino, cioè una frase che si legge allo stesso modo partendo dal fondo e dall’inizio, e che tradotto vuol dire: “giriamo in tondo nella notte e veniamo consumati dal fuoco”. Ma si tratta anche del titolo di un film del 1978 di Guy Debord, il teorico francese de La società dello spettacolo. Una pièce unica, sulla piazza osimana, a firma di un mostro sacro della danza italiana d’avanguardia.

Che cosa vedremo in scena lo racconteremo domani con la nostra recensione, ma intanto ce lo spiega una delle danzatrici, Giselda Ranieri, che con la compagnia ALDES di Roberto Castello lavora da circa 6 anni: “I danzatori sono in scena su uno sfondo a tratti nero, a tratti del tutto bianco, muovendosi a volte completamente al buio, mentre un software crea schermate di luce a illuminare le sequenze di questo spettacolo“. Niente recitazione, niente parlato, né cantato. “Noi donne abbiamo costumi di un’eleganza austera, scuri, di un panno pesante”, spiega Ranieri, “gli uomini hanno la casacca. In uno scenario da Settimo sigillo, un manipolo di persone cammina continuamente, non si sa per quanto tempo”. Una sorta di metafora della vita, che però non viene in alcun modo recitata. Solo danza in scena, con l’effetto visivo di una pioggia continua, inesorabile, che cade addosso ai performer. “Si passa da situazioni di grande movimento, dove siamo mossi come da una qualche forza esterna, ad altre che richiamano momenti di vana ilarità, la sciocchezza, la violenza, la sensazione di essere persi nel vuoto. Alcune scene sono  più teatrali, come il continuo incedere, l’ansimare con occhi sbarrati, i penitenti prostrati a terra. Ma Roberto ci spinge a non interpretare e non enfatizzare i movimenti“.

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Aldes, In girum imus nocte et consumimur igni di Roberto Castello, foto di Alessandro Colazzo.

Per il danzatore si tratta di uno spettacolo molto difficile a livello tecnico: non ci sono passi, come nel balletto classico, ci sono “qualità di movimento da incorporare”, spiega Ranieri, che prende ad esempio il ritmico dondolare del capo, nella prima sequenza. “Una delle cose più difficili è stata quella di trovare la giusta postura e condizione fisica dei personaggi. Essere curvi, quanto curvi, come camminare. Poi c’è la difficoltà di muoversi nel buio, col solo solo aiuto di 15 star light (sono le lucine utilizzate dai pescatori di notte, ndr) in uno spazio di 10×10 metri, memorizzando fisicamente lo spazio. Si lavora molto a livello corale, annullandosi all’interno del lavoro”. Ma come si prepara un danzatore a uno spettacolo danzato su un ritmo così serrato? “Intanto”, risponde Ranieri, “dopo lo spettacolo facciamo riallineamento e stretching. Prima, invece, ognuno si riscalda in modo personale. E poi, chiaramente, ci sono le prove vere e proprie”.

Come candele, come falene, i danzatori si consumano in un susseguirsi di movimenti meccanici, che si fanno umani percorrendo, impiegando l’energia della nevrosi, dei tic, delle smorfie, che idealmente alimentano i movimenti più fluidi, cioè passi e cambi di posto. Ma allora siamo davanti a una metafora della liberazione dal giogo del lavoro organizzato, meccanico e tecnologico? Qualcuno ci ha visto dell’ironia, o la descrizione dell’odio accumulato in un regime di “familiarità canaglia”, nella vicinanza forzata imposta dagli spostamenti nella metropoli. Ma non ci sono significati espliciti nell’arte di Castello. C’è solo da guardare, immergersi nel buio, nell’ipnosi di un’espressione che è l’offerta totale della propria energia al pubblico. 

IN GIRUM IMUS NOCTE ET CONSUMIMUR IGNI
(Andiamo in giro la notte e siamo consumati dal fuoco)

Progetto e coreografie di Roberto Castello

interpreti (full cast) MARIANO NIEDDU/VALENTINA SECHI, STEFANO QUESTORIO/ALICE GIULIANI, GISELDA RANIERI/ELISA CAPECCHI, IRENE RUSSOLILLO/ILENIA ROMANO

assistente ALESSANDRA MORETTI
luci, musica, costumi ROBERTO CASTELLO
costumi realizzati da Sartoria Fiorentina, Csilla Evinger

produzione ALDES
con il sostegno di MIBACT/Direzione Generale Spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA/Sistema Regionale dello Spettacolo

durata 1h

Biglietti da 8 a 10 euro

Info: Biglietteria Teatro – 071.7231797

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