NOTTE ROSA, ZOZZO NERO!

Piano piano Porto Recanati si fa bella per la Notte Rosa di domani sera: dalle 18h30 punti spettacolo, punti ristoro, il concerto di Donatella Rettore per la marea umana che solitamente supera in carrozza le 50mila presenze. Bandierine e ninnoli rosa decorano bar e passeggiate, dal lungomare al corso. Ma siamo presentabili? Com’è combinata la città? Un piccolo sforzo il Comune lo sta facendo, mettendo via, ad esempio, sporco e spiaggiato in alcuni punti nevralgici. Come vedete nel confronto fotografico tra la situazione di giovedì e quella di venerdì 24, nella spiaggia nei pressi delle Torri di avvistamento qualcosina, nella catasta di rifiuti “balneari”, è stato sgomberato.

La cosa curiosa è che la situazione nelle foto qui sopra era stata documentata su Facebook da un utente portorecanatese. E il Comune, guardacaso, ha provveduto. Come pure si è provveduto, dal giovedì al venerdì, davanti al Circolo della Vela. Così:

E pure questa situazione era stata segnalata – come vedete sotto – su Facebook, tra l’altro giovedì notte, da una portorecanatese. Come dire, i social sono meglio dell’URP, in questi casi. Quindi usateli senza remore. E non preoccupatevi di metterci la faccia, come in effetti ce l’ha messa chi ha postato le foto. Perché, facendo un discorso generico che non riguarda l’autrice del post, è una strana città, questa, che non parla coi giornalisti, non si firma nei commenti ai blog, ma mette di tutto su Facebook, che è uno spazio fintamente privato e in realtà accessibile a tutti con al massimo un grado di separazione. Del resto, se hai mille amici Facebook a Porto Recanati e dintorni, a che privacy ti vuoi aggrappare? Ti leggono tutti. Inclusi gli uffici comunali.

Cocchia_sporco spiaggia.png

Ultimo esempio, il taglio dell’erba in piazza del Borgo. La pagina de L’Argano Porto Recanati protesta, e il giorno dopo c’è lo sfalcio:

Ad ogni modo, finora abbiamo documentato ciò che si è risolto. E ne facciamo lodi a Roberto Attaccalite – assessore al Verde e ai Servizi ecologici – e agli operai del Comune, o a chi per loro ha provveduto. Anche perché il ritiro dello spiaggiato, col “classico” sistema delle emergenze, ci era costato un occhio della testa, come vedete nella foto ricavata dal testo della delibera 90 del 22 aprile 2016, firmata dal commissario Mauro Passerotti:

Spesa spiaggiato_23 03 2016Capito che schicchera? E questi erano i danni da maltempo della giornata del 23 marzo 2016. Guardate un po’ nel video qui sotto quanto spiaggiato è rimasto da allora in riva al mare… Non solo: guardate le condizioni della stazione, da tempo immemore coi gabinetti fuori uso. Dove li mandiamo a pisciare i visitatori della Notte Rosa? E le regole della strada – e la normativa sul lavoro – non valgono per la ditta che ha montato gli addobbi rosa? E una ceppa di cartello, quando si fa un cantiere nella via di “presentazione” per chiunque arrivi al Porto dalla stazione, la vogliamo mettere? Ah vabbeh. Siamo speciali a Porto Recanati. Vogliamo il resort 5 stelle, le avventure edilizie dei “russi”, peraltro sancite come illegittime dal Consiglio di Stato, e non siamo in grado di dare un taglio all’erba e scrivere il nome di un responsabile sul recinto di un cantiere.

Dulcis in fundo, con pazienza l’utente Facebook Ste Mass da qualche settimana documenta sulla pagina So’ de Porto Recanati e nun me sta bè i continui black out a Scossicci. Bella figura, nel quartiere che d’estate era il clou del nightclubbing fino a 4-5 anni fa. E oggi è l’ammennicolo settentrionale di un comune che da due stagioni ha perso la Bandiera blu e un mucchio di spiagge.

Scossicci_black out

Ma per carità. Il vicesindaco Ubaldi, prima e quasi unica responsabile dello sfascio amministrativo del Burchio, si irrita per le sentenze dei giudici che “fanno le scelte” basandosi “sulle carte” – magari la prossima volta ci fa un plastico Bruno Vespa… Mentre il sindaco Mozzicafreddo proclama che bisogna “avviare con coraggio un sistema di nuove strutture, infrastrutture e servizi che portino occupazione e afflusso di turisti tutto l’anno. Il turismo è la principale risorsa economica della nostra città e come volano della nostra economia dovrà trascinare in un trend positivo tutta la città”.

Eh sì, in effetti ci vuole del coraggio per pensare agli albergoni mentre non abbiamo un cesso dove mandare la gente a far pipì. E per rispolverare concetti di sviluppo – il “volano”… – che sono residuati bellici del liberismo selvaggio, i quali, lo stiamo vedendo nei nostri conti correnti, non funzionano a livello nazionale, figuriamoci se possono funzionare, in controtendenza col resto del mondo occidentale, nell’enclave di un comune di 12500 abitanti. Vogliamo dire, vi è cresciuto lo stipendio, e quanti nipoti vi hanno trovato lavoro dopo il quantitative easing, il Job’s Act, gli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato?

E poi, non li sentite gli esperti sui talk di Mentana e Myrta Merlino? Questa del “volano”, del “fare” e dello “sviluppo” è tutta roba che funziona quando il Paese intero è già in crescita, come una spinta in discesa. E soprattutto qui siamo al Porto, non siamo al villaggio gallico di Asterix e Obelix, che al tempo di Cesare – e nella fantasia dei fumetti – facevano eccezione alla “mondializzazione” e ricacciavano indietro guai e guarnigioni, oltre a edificare le piramidi per Cleopatra. Quindi non è che se i marziani ci calano un 5 stelle dallo spazio – anche fosse gratis, che non è… – l’indomani la gente viene a stare in un paese sporco e senza spiaggia, così, d’emblè, perché in fondo la vita è bella lo stesso. Né Mozzicafreddo è il capo Abraracourcix, e la Ubaldi certamente non è Beniamine, né Falbalà. Quindi arpiateve. E per la Notte Rosa e seguenti pulite/falciate/aggiustate ‘sto zozzo entro domani alle 18h30. Più che si può, gentilmente. Grazie.

 

Annunci

One thought on “NOTTE ROSA, ZOZZO NERO!

  1. Nel secolo scorso, certe vecchie signore per darsi un tono di eleganza si agghindavano di tutto punto pure per andare a fare la spesa al mercato, mentre in casa loro tutto era decadente: i mobili mangiati dai tarli, la polvere incrostata ovunque, le piante appassite, i lampadari spenti. Ecco: Porto Recanati è così. Poi puoi organizzare le notti di tutti i colori, ma rimane lo sfondo di un paese “grigio”, senza più identità, come u n centro commerciale qualsiasi con troppi negozi vuoti e il cartello “vendesi/affittasi”.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...