VE PIACEVA LA CICCONI…

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*** UPDATE: IL SEGRETARIO PROVINCIALE PD NOVELLI E IL DIRETTIVO PD PORTO RECANATI SMENTISCONO LA NOTIZIA DEL COMMISSARIAMENTO DATA DAL RESTO DEL CARLINO. UN INCONTRO NOVELLI-CICCONI DOVREBBE TENERSI DOMANI, DIREZIONE PROVINCIALE E DIRETTIVO LOCALE SI INCONTRERANNO PROSSIMA SETTIMANA. PER IL RESTO CONFERMIAMO LE NOSTRE VALUTAZIONI.

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Il PD provinciale ha commissariato la sezione di Porto Recanati. Lo scrive Il Resto del Carlino. Cade la testa di Antonella Cicconi, quindi. Diciannove mesi dopo che la stessa aveva ipotizzato di dimettersi, all’indomani dei colpi di sciabola che Sabrina Montali le diede faccia a faccia nel consiglio comunale che affossava la variante del Burchio. Undici mesi dopo che il gestore di questo blog aveva incontrato casualmente, nella pausa di un corso di formazione professionale, Gianfilippo Simoni, del PD di Recanati, in piazza XX Settembre a Civitanova. “È da rifondare”, ci aveva detto lui, commentando le peripezie ballerine del PD portorecanatese. Bene. Simoni entra nella segreteria provinciale del PD due mesi dopo. Il segretario in carica, da allora, è Settimio Novelli. E il PD provinciale fa passare 9 mesi e una disfatta elettorale per dare corpo alle intenzioni di Simoni. Ma ci voleva davvero così tanto per prendere atto che il PD locale è stato lungamente in balìa di correntismi e avventurismi che hanno prodotto uno scollamento totale rispetto alla società civile, riducendolo a un’accozzaglia di interessi, camarille e caste sacerdotali, perennemente alla mercé dell’iniziativa di soggetti esterni al partito?

A quanto se ne sa, ci voleva davvero così tanto. Per la ragione che un partito squinternato al PD provinciale poteva pure andare bene: il problema sarebbe stato unicamente che Cicconi non ha fatto l’accordo con Rosalba Ubaldi, già caldeggiato dai vertici regionali nel 2012, al tempo in cui il leader dei democrat era Lorenzo Riccetti. Quindi Antonella non va bene quando non segue le strategie dei vertici. Però la dirigenza del PD del Porto andava bene a tutti quando:

  • ottobre 2014 sfiduciava sulla stampa il sindaco Montali, che Cicconi stessa impose agli alleati in una sequela di “aut aut” nella primavera del 2014, nominando due esperti per valutare la questione “danni” – e solo quella – a carico dell’ente e dei singoli consiglieri in caso di “no” al Burchio – cioè in caso di no a quella che il Consiglio di Stato bollerà come una speculazione edilizia che ignorava “il gravissimo, negativo impatto che l’opera avrebbe avuto sul delicato equilibrio del proprio territorio”:

Comunicato Pd Porto Recanati 4 ottobre 2014

  • un mese dopo proponeva alla Montali uno scambio spericolato, due voti per il “no” al Burchio contro 10 condizioni da soddisfare, in un documento in A4 – non firmato – che l’ex sindaco mostra nel giugno 2015, e che nessuno da via San Giovanni Bosco ha mai smentito, questo:

Il documento che Montali attribuisce al Pd Porto Recanati, con le condizioni per portare 2 voti alla causa del No al Burchio.

  • dopo aver già praticamente candidato Giovanni Giri alla guida della città faceva ammuina coi rappresentanti di una Srl in causa col comune che Giri voleva guidare, incontrandoli ripetutamente, come avviene in questa foto scattata davanti al bar Dolce Vita nel novembre 2015, dove sono ritratti Luigi Mangiaterra del PD Porto Recanati e Giancarlo Biagioli del PD Recanati, futuro membro del CdA dell’IRCER nominato dal sindaco Fiordomo, portavoce della Coneroblu. Intendiamoci, Biagioli non ha la lebbra, ma se una società chiede tra 20 e 40 milioni – la forbice è larga, ma la cifra sta certamente lì in mezzo – a un comune con cui va in causa in tribunale, magari magari, se vuoi guidare quel comune, con quella società non farci l’aperitivo, per una forma di cautela istituzionale e di rispetto per la tua comunità:

Biagioli_Mangia_nov 2015

  • ancora, il direttivo del PD purtannaro tira giù la Montali con 3 suoi effettivi insieme ad altri 6 consiglieri comunali. E lo fa nel maggio 2015, per tornare al potere con Giuseppe Giampaoli, come testimonia la storia successiva del partito, ma come pure si intuisce da questa foto scattata all’incontro con Teresa Lambertucci pochi giorni prima delle Regionali del 25 di quello stesso mese, al balneare Attilio. Da sinistra, secondo nella fila Ettore Perna del direttivo PD Porto Recanati, poi Giuseppe Giampaoli, direttore del COSMARI ed ex sindaco della città dal 1990 al 1999, Gaetano Agostinacchio, di Paese Vero e di nuovo, una fila più indietro, Luigi Mangiaterra:

Perna_Giampa_Ago_MT da Attilio_mag 2015

In mezzo a tutto ciò il PD mal digeriva la linea della Montali sulle associazioni, sul servizio scuolabus, sui parcheggi, sulla protezione civile e quant’altro fosse possibile. Ma, tolto il Burchio, restava ufficialmente dentro la maggioranza fino al 17 aprile 2015, quando si forma il gruppo consiliare del PD staccato da NPP. Pure lì, una lunghissima surplace di 6 mesi in cui né Montali li cacciava né i piddini uscivano dalla coalizione. Ma l’assetto della seconda fila all’incontro con la Lambertucci preconizza quello della futura Città mia, riassunto nella foto dei candidati un anno dopo:

Città mia

E sempre nel maggio 2015 un esponente della destra-destra portorecanatese ci raccontava di una riunione del direttivo della Pro Loco Porto Recanati, presente Giuseppe Giampaoli, e del convergere di Javier Pagano e Salvatore Piscitelli nell’alveo – o forse è meglio dire dentro la sede – del PD locale. Seguirono la strategia del “PD meno U”, cioè divergente dalla linea Ubaldi dettata dall’alto, e la chiamata di Giri per candidarsi a sindaco. Lui stesso ci ha raccontato lo scorso 28 maggio che lo cercavano “da un anno”, come leggete qui sotto nel botta-risposta in fondo alla foto:

Giri_un anno

Che la Ubaldi avesse trattato l’intesa col PD lo dice lei stessa in un intervento dell’aprile scorso che alla fine ha fatto molto più male ai renziani che a lei:

Ubaldi_Giampaoli non vuole intesa.jpg
Quindi, che ha fatto il PD Porto Recanati? Ha rovesciato il tavolino sul quale aveva messo la Montali. E ci ha trovato sotto la Ubaldi. Supportata da quell’Andrea Dezi che le ha fatto campagna elettorale dopo che il PD lo aveva candidato e fatto nominare assessore ai Lavori Pubblici, poi ne aveva sopportato il voto indipendente sul Burchio e l’opa ostile quando, a febbraio 2015, aveva sfidato in assemblea la stessa Cicconi. Fino a riammetterlo nei suoi ranghi in mezzo ad altri fautori dell’accordo ubaldiano, come Massimo Montali. Morale: la prossima volta il PD provinciale dedichi più tempo e meno pazienza agli azzardi dei suoi iscritti. E intervenga prima – come peraltro meditava di fare – a tutela di un partito che dovrebbe essere patrimonio di tutti i democratici. Non solo di sinistra.

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4 thoughts on “VE PIACEVA LA CICCONI…

  1. L’analisi è interessante ma su un punto dissento leggermente. Commissariamento o meno, il fallimento non è solo frutto dei piani folli dei dirigenti locali. Ancora una volta le sorti politiche di Porto Recanati sono state decise nei tavoli della politica “alta” . Non è un segreto che l`accordo (di potere e non certo programmatico) PD-UDC, con tanto di ribaltone da destra a sinistra dell’allora sindaca Ubaldi, sulla base del modello “Macerata”, venne proposto ai 5 consiglieri di UPP (allora in minoranza) già nel 2011. A sponsorizzarlo fu l’allora segretario regionale Ucchielli e la consigliera Giannini, che su quel piatto, avevano messo il sostegno dell’UDC alla candidatura di Silenzi a sindaco di Civitanova. Una specie di gioco dei 4 cantoni. In 4 su 5 pronunciammo un NO convinto, il piano saltò e la Ubaldi continuo a governare col centrodestra in Comune e col centrosinistra in Provincia e in Regione. Non mi stupirei affatto se un copione del genere fosse stato rimesso in scena nella più recente tornata elettorale. Il peso politico pressoché nullo del PD all’esito delle elezioni 2014 (sindaco di area socialista e vicesindaco dissidente) una Montali spigolosa e ingovernabile (soprattutto sulle questioni Burchio e riassetto degli uffici) e poco incline alla deferenza, potrebbe aver fatto venire voglia a più d`uno di accettare il patto scellerato con l’ UDC: far cadere la Montali per ritentare la strada dell’agognato compromesso “storico”. La contropartita? Probabilmente l’appoggio dell’UDC al governatore PD Ceriscioli. Qualcosa poi deve essere andato storto dalle parti di via S.G.Bosco, nella generale frammentazione qualcuno, o forse entrambi, deve aver pensato di potercela fare da solo. Durante il finto corteggiamento, con ambedue le forze intente a trattare su due tavoli contemporaneamente, il PD staccava pezzi alla vecchia maggioranza nel mentre un`ammiccante UDC faceva campagna acquisti fra i giovani dirigenti rampanti con casacca PD. Sopra, a fare il tifo per l’uno o per l’altra, le vecchie bande di fazioni che compongono ciò che rimane di movimenti democratici e di opinione che non hanno più principi nè valori da difendere. Rigassificatori, Burchi, auto in fiamme, salute dei cittadini in vendita, un mare di merda, la meritocrazia ma chissenefrega, pecunia non olet! moderni Razzi e Scillipoti nascono in ogni dove, tutti singolarmente alla ricerca della formula magica per pepetuare il proprio potere; si sta formalmente in una squadra, ma ognuno gioca per sè, è un tutti contro tutti, e se va bene ti sistemi pure. Il finale, quanto meno per il futuro prossimo di Porto Recanati è qualcosa di già conosciuto, per il resto leggo in giro qualche saggia autocritica e parecchie riflessioni dettate dalla rabbia e dallo spirito di rivendica di chi, per questo giro, non ha avuto una stanza nell`albergo della politica.

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  2. Ciao Lorenzo, non so se il PD abbia tolto lo sgabello alla Montali per ricevere in cambio appoggio dall’UDC alle Regionali. Di sicuro sappiamo che Ceriscioli ha un legame piuttosto saldo col Santo Stefano e il nodo di potere che rappresenta, certificato dai finanziamenti che la Srl gli bonifica per la sua campagna elettorale.
    http://www.cronachemaceratesi.it/2016/02/09/i-5stelle-accusano-ceriscioli-campagna-finanziata-dalla-sanita-privata-il-governatore-sono-solo-16mila-euro/767811/

    Per il resto posso aggiungere un altro pezzettino al puzzle: il 19 maggio 2015, mentre i consiglieri dimissionari uscivano dallo studio del notaio Patruno, mi stava telefonando proprio Teresa Lambertucci, che mi chiedeva se fosse possibile fare/dire qualcosa per impedire quella situazione. Immagino che la tempistica andasse un po’ di traverso anche ad alcuni nel PD: perché fare il patatrac prima del voto, rischiando di perdere voti a Porto Recanati? Forse in quelle ore hanno avuto più ascolto le sirene di Rosalba Ubaldi? Non lo so. Viene da pensarlo, e certo far cadere la giunta a 12 giorni dal voto è stata una scelta un po’ particolare.

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  3. Beh… non è un mistero che io ai tempi fossi contraria alla crisi al Comune di Porto Recanati e che abbia cercato di scongiurarla in tutti i modi.

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    • Grazie Teresa e perdonami se ci ho messo un po’ a pubblicare il commento: non mi commenta mai nessuno, quindi non ci vado proprio a guardare, per intere settimane!

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