MORRA CINESE O INSALATA RUSSA?

7 giugno_modificata.pngOggi volevamo parlarvi di cinema, televisione e talenti nostrani. Ma dopo la pubblicazione del nostro post di ieri Rosalba Ubaldi, già sindaco e per 15 anni assessore all’Urbanistica della cittadina più cementificata del circondario, ci comunica che non parlerà mai più con Marchebbello. Peccato. Si tratta del secondo personaggio che prende questa “risoluzione” nei confronti dell’autore di questo blog. Il primo fu Lidya Karmalyuk, l’intestataria degli affari della Coneroblu. Avvenne il 9 settembre 2014, a ridosso di una conferenza stampa che non finì a tarallucci, vino e “come sta bene grazie”, come nel rito delle geishe del giornalismo marchigiano più sbadiglioso e soffocone. Di fronte a una domanda sui suoi affari in Spagna Karmalyuk dapprima rispose, poi ci chiese “Why do you do those questions?” (“Because I’m a journalist”, fu la facilerrima risposta). Infine disse alla sua interprete che non avrebbe più risposto alle domande di Trevisani, poco prima di darci la gelida manina e sussurrarci “Good luck”. Amen. Faremo a meno di entrambe, Ubaldi e Karmalyuk. Anche se con la prima, secondo noi, torneremo a parlare.

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Ma torniamo ai fatti: oggi il casus belli è chiaramente la foto della Ubaldi col piddino Giancarlo Biagioli (sopra nelle foto in piazza delle Rimembranze nel giorno della caduta della giunta Montali) e con la stessa Karmalyuk. Una foto che abbiamo messo in contraddizione col racconto della consigliera più votata in città (553 preferenze domenica scorsa, nella lista che ha eletto il sindaco Mozzicafreddo).
Spiega Ubaldi che con Karmalyuk potrebbe essersi incontrata decine di volte al giorno, in questi giorni. Perché lei incontra tutti e parla con tutti, prova ne sia il fatto che parla perfino con noi. Che siamo “malpensanti”. Ergo, prosegue l’ex sindaca, se lei dice a Marchebbello che quando si sono viste con Karmalyuk non c’era Biagioli, è chiaro che si stava riferendo a un’altra circostanza, diversa da quella della foto. Ne prendiamo atto. Così come prendiamo atto che Ubaldi ha scelto lei di parlarci di un’altra volta che ha incontrato la “russa”, e che quella volta Biagioli, ovverosia il potenziale traduttore degli intendimenti delle due signore, non c’era. E intanto, pure davanti alla nostra precisa domanda (“Non c’era manco per un attimo Biagioli?”) Ubaldi ha taciuto, o scordato, la volta, fresca di 34 ore mentre le telefoniamo, che invece – come da foto – l’architetto-gentleman c’era. E che pertanto, approfittando della traduzione, due parole, con la controparte del Comune in Consiglio di Stato, magari Ubaldi le ha scambiate.

area burchio

L’area del Burchio nel fotomontaggio proposto su Facebook da Lorenzo Riccetti.

Ubaldi dice che le stiamo quasi facendo “stalking” e che, di nuovo, malpensiamo. Lasciamo perdere. Su questo, semmai, torniamo sopra domani. Noi, chiaramente, eravamo solo curiosi di capire che rapporto ha Ubaldi con un politico del PD di Recanati che da 4 anni spinge un affare in salita come la pietra di Sisifo. E con una signora di cui non si conoscono e non si documentano abilità, competenze, sostanze, trascorsi imprenditoriali, se non alcune conoscenze perlomeno preoccupanti e una frenetica attività di intestazione di società immobiliari in giro per il mondo.

 
Carlino_Ricorsi CBlu
Infine: ce li vedete Montali o Passerotti che si fanno la chiacchiera in piazza con chi ha fatto causa al Comune, e ha detto di volerla rifare fino a 4 giorni fa? E ora che succede, non la fanno più, la causa, questi signori? Come mai? Che cosa sperano? E perché non hanno mandato il conto spese del marciapiede in Comune, prima del 5 giugno, nonostante i solleciti di Passerotti? E perché minacciare ricorso in Cassazione durante la settimana del voto, sui giornali? A noi, queste che abbiamo già fatto nel nostro post di ieri, paiono tutte questioni e domande lecite. Altrettanto quanto le considerazioni che facciamo sulla foto e sul “Biagioli non c’era, quindi con Karmalyuk non ci si capiva”.
lato sx
Ma soprattutto: che vuol fare il sindaco Mozzicafreddo col marciapiede del Burchio? Lo pagheranno i politici che hanno fatto delibere illegittime e/o affrettate, oppure lo pagherà “la Gente”? Oppure, come immaginiamo, ci diranno che per non far pagare la gente facciamo un po’ di costruzioni? E quanto impatteranno, queste costruzioni? Che beneficio ne avrà la città, posto che il saldo deve essere a favore del privato che ha smenato soldi col marciapiede? E le faremo nel terreno che i russi hanno comprato dalle società che loro stessi gestivano con la moglie di Arturo Maresca, salvo poi lagnare spese multimilionarie in tribunale e sui giornali?

Oppure le faremo nella mezza dozzina di R1 che ha il Comune di Porto Recanati, quasi tutte sulla piana di Scossicci? Ubaldi, notoriamente assessore all’Urbanistica in pectore, al telefono ci dice “Devi avere pazienza, non ci siamo manco insediati, non ho visto le carte”. Ma tutte queste, è palese, sono prettamente questioni politiche, sulle quali era bene riflettere facendo il programma di Insieme alla Gente. E che hanno poco a che vedere con cifre, calcoli, conta dei danni. La questione è di principio: o pagano i cittadini, o pagano gli amministratori che hanno fatto fare un’opera senza la garanzia, a 52 giorni dal voto comunale del 2014, di poter dare una variante in cambio. Tanto è vero, che non c’era questa garanzia, che l’amministrazione cambiò e con essa la volontà espressa dalla città. Volontà santificata dalla sentenza del Consiglio di Stato che schianta e bolla come “illegittima” la delibera del Burchio, perché “ha del tutto omesso di considerare il gravissimo, negativo impatto che l’opera avrebbe avuto sul delicato equilibrio del proprio territorio”.

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Quindi, al di là delle soluzioni pratiche e particolari, chiediamo al sindaco Mozzicafreddo, che è stato il solo candidato a non volerci concedere un’intervista pre-voto: secondo lei, in linea di principio, a chi spetta la spesa? A tutti i neonati, casalinghe, lavoratori, pensionati, studenti di Porto Recanati, 49 euro a testa, a prezzo intero? Oppure spetta agli amministratori che hanno votato un’opera pubblica senza poter dare nulla di concreto in cambio al privato che la fa edificare dalla 2P di Recanati?

Per entrare meglio nella questione vi preghiamo di ascoltare l’audio (qui) dell’intervista con Elena Leonardi, che a Marchebbello racconta di aver votato la variante del Burchio a ridosso delle Comunali del 2014, perché “chi ha seguito il progetto riteneva importante porre la prima pietra”. Benissimo. La Ubaldi voleva assicurarsi di fare il Burchio. Un po’ meno di non metterci a repentaglio di azioni legali e richieste di risarcimento. Anzi, proprio lei ci ha esposto a tutto ciò, portando questa cosa in giunta a bocce ferme. Fermissime. Praticamente le bocce erano ancora da fabbricare. Ma la giunta Ubaldi, senza bocce in mano, ha segnato i punti.
E quanto a quello che s’è detto la ex sindaca con Karmalyuk, come suol dirsi, ‘sti cazzi. Avranno fatto i gesti, decine di volte. Magari avranno giocato a morra. Dove la carta prende la pietra, ma la forbice stralcia la carta. Pure quella che “canta”, e alla fin fine pure quella dei tribunali. Carta di sentenza che presto potrebbe finire trincettata come carne di pollo con le forbicione della cucina. E immersa nell’insalata russa

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