41 SHOTS_GIOVANNI GIRI, CANDIDATO SINDACO PER CITTÀ MIA

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Giovanni Giri, 61 anni, è il candidato sindaco della lista Città mia (qui il programma elettorale) alle Comunali di domenica 5 giugno (si vota dalle 7 alle 23) a Porto Recanati. Preside dell’ITIS di Recanati, dal 1985 al 2007 è stato professore di materie letterarie negli istituti tecnici e di filosofia e storia nei licei. La sua esperienza amministrativa è quella di consigliere e vicesindaco nella giunta Giampaoli, al Consiglio Comunale di Porto Recanati, negli anni Novanta. Città mia è una coalizione che comprende il PD Porto Recanati, PSI, Alternativa Civica, Paese Vero.
Con Giri ci siamo dati del lei e non siamo arrivati a formulare le fatidiche 41 domande che danno il titolo a questa rassegna di interviste. Ci siamo fermati a 31, perché sabato 28 maggio, giorno della chiacchierata, la campagna elettorale era agli sgoccioli e Giri, comprensibilmente, ci ha potuto dedicare un’ora esatta del suo tempo.

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Facciamo una sola premessa: in questa intervista non si parla di quello che è successo in piazza Brancondi il 24 aprile, alla presentazione del simbolo della lista. Questa cosa dipende da due motivi. Il primo è una nostra personale ritrosia a tornare su una cosa che ci ha coinvolti insieme con l’interlocutore di quella intervista. Una ritrosia forse ingiustificata, col senno di poi, ma è andata così. Il secondo motivo è che gli elementi per valutare quello che è accaduto ci sono già. Qui trovate il nostro racconto, qui il comunicato con cui Giri ha commentato l’accaduto, qui le risposte che il candidato sindaco ha dato al blog l’Argano (se siete pigri basterà fare “Ctrl+F+Trevisani” per trovarle). E adesso buona lettura.

Come inizia a fare politica Giovanni Giri?

È una lunga storia. Già alle superiori mi interessavo alla politica. Nel 1975 sono stato nei primi consigli di quartiere che si facevano a Porto Recanati. Il primo incarico amministrativo arriva nel ’90, quando sono stato eletto consigliere comunale.
Che politica era, in quegli anni, a Porto Recanati?
Eravamo meno litigiosi. C’erano i partiti di massa, che organizzavano e mediavano. E trovavano accordi, riuscendo a garantire che chi aveva voglia e competenze potesse poi effettivamente fare politica. Era raro cambiare partito, a comodo proprio. E i cittadini erano più partecipi. Basti pensare che il Pci a Porto Recanati aveva circa 300 iscritti. I consigli comunali si facevano il sabato pomeriggio: la gente veniva in massa a sentire.

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Li mettevamo al sabato per permettere a tutti di partecipare. Era una buona abitudine: la riprenderebbe, da sindaco? 
Beh, ai tempi i ritmi di vita erano più regolari. Ora facciamo centinaia di cose. A volte ci sono necessità organizzative, e se i consiglieri o gli assessori, per lavoro, girano l’Italia, devono conciliare tempistiche difficili. Quindi non so se farei il consiglio comunale al sabato. Certamente darei modo alla gente di partecipare.
In questi giorni di campagna elettorale che cosa vi chiedono i cittadini?
Di essere ascoltati. Molti lamentano il fatto che segnalano delle situazioni e a volte non hanno risposte dall’URP. E succede anche davanti a istanze protocollate. Ecco, questo è un tema su cui vogliamo lavorare. In due modi. Intanto voglio convocare una giunta al mese, con la presenza dei consigli di quartiere, per farli entrare in un piano di interventi della città. Poi voglio lavorare sulla struttura amministrativa: per dirne una, i vigili devono stare per strada. Bisogna contrastare il degrado crescente.
A Porto Recanati c’è una passione autentica per la politica?
Diciamo che soprattutto nelle periferie i problemi come la cura dei parchi pubblici, l’igiene e la pulizia sono molto sentiti. Castelnuovo e centro storico sentono il problema del traffico e dei parcheggi. Perciò accanto agli assessorati mi piacerebbe costituire dei gruppi di lavoro, anche esterni all’amministrazione. Sulla partecipazione investiremo moltissimo. Darò segnali per far capire che siamo al servizio dei cittadini. E devolverò la mia indennità di carica al sociale e alla cultura. È il momento di dare, questo, non di ricevere.

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Nel programma parlate di allargare le aree di parcheggio per i residenti. E di farne anche per i commercianti.
Sì, e introdurremo da subito dei correttivi al traffico. Abbiamo dei parcheggi, come in via Pastrengo e in via Galilei, che d’estate sono vuoti. La gente cerca di non pagare, si mette a fare il giro della città per trovare un posto, producendo inquinamento. Dobbiamo studiare una segnaletica, anche con obblighi direzionali: se vengo da Loreto e devo andare in comune perché devo passare da via Pastrengo? Sarebbe il caso di piazzare delle indicazioni per invitare le persone a passare dal cavalcaferrovia. Tra l’altro in città contiamo mille stalli, tra via Pastrengo, l’ex Nazario Sauro, via Galilei, piazzale Giovanni XXIII. E sono tutti vicini al centro storico. Lì abbiamo strategicamente un progetto: ricavare un sottopasso pedonale che collega il Nazario Sauro alla stazione, o una struttura sopraelevata, o qualcosa di mobile che si aggancia al cavalcaferrovia. Questo valorizzerebbe il corso come zona commerciale. Chiaramente faremmo tutto d’accordo cogli operatori, le categorie, i commercianti, i quartieri. Un’altra cosa su via Pastrengo: quel parcheggio lavora male, con tariffe alte, e le persone ci vanno solo alla sera. Bisogna chiedere un euro a giornata, in via Pastrengo. Non di più.
Nel bando per la gestione dei parcheggi Riccetti inserì anche i varchi elettronici per l’accesso in centro storico: li manteniamo?
Io li sperimenterei. In ogni caso dobbiamo fare un piano del traffico. Il sindaco Montali aveva dato l’incarico a Sintagma, ma non mi pare che abbiano restituito i lavori. E un altro concetto deve essere chiaro: il parcheggio non serve a fare cassa. Quella si fa con le imposte.
Parliamo della differenziata, che produce dei bei risparmi per le casse comunali. Come li usiamo: lei sconterebbe la Tari o farebbe migliorie del servizio?
Diminuire le tariffe e portare il servizio al top sono due filosofie entrambe positive. Cambiando versante, penso sia ora di abbassare l’Ici. Senza fare sconvolgimenti.

Capitolo fideiussioni: sono diventate un tema delicato. Tra Dicearco, Burchio, affaire Bonanni-Kursaal-Arena Gigli e altro, o non riusciamo a incassarle, oppure ci dimentichiamo di escuterle o ancora di controllare che siano presentate correttamente. Come si evitano queste situazioni?
È un problema grosso, perché una volta che si innesca un contenzioso la giustizia ha tempi lenti. E se hai ragione dopo 10 anni è come avere torto. Innanzitutto la parte pubblica deve fare le cose come si devono. Ed è vero che il sindaco non è un tecnico, ma il sindaco ha i tecnici: il segretario generale è un dirigente qualificato, poi ci sono le posizioni apicali, come il ragioniere capo etc. E i tecnici devono essere liberi di esprimersi. Non posso dire andargli a dire “Fammi questa cosa qui, che bisogna costruire”. Oggi per fortuna c’è una sana separazione tra politici e tecnici, che è stata impostata dalla legge 142/1990. Bene, va attuata in pieno. Il sindaco caposervizio non esiste più. E il responsabile del procedimento deve rispettare interamente il piano di lottizzazione: se la fideiussione non è stata chiesta non partono i lavori. Punto. E se partono abusivamente te li fermo. C’è stato troppo lassismo a Porto Recanati, in questi anni: bisogna rovesciarlo.
Scarichi non collettati a fogna: ce ne sono, in città?
In teoria non dovrebbero esserci. Già negli anni ’90 tutti gli scarichi andavano al depuratore. Poi ci sono state nuove costruzioni, al Pizzardeto e dintorni. E lì bisogna andare a verificare bene che cosa è successo. Può darsi che qualcuno si sia mosso abusivamente. Bisogna individuare e colpire le situazioni che non vanno bene. Tra l’altro si parla molto della Fiumarella. Ma quelli sono problemi che ci porta Loreto: a Porto Recanati non mi pare che ci sia più nulla collettato alla Fiumarella.

Il lungomare affollato intorno alle 23

Nel programma parlate anche di conciliare la musica negli chalet con la tranquillità dei residenti: come farete?
Bisogna fare dei nuovi regolamenti, con delle misure di buon senso: nel fine settimana la musica può andare una mezz’ora in più, magari con l’esposizione delle casse in direzione del mare. Ci vorrebbe più tranquillità in alcune fasce orarie. Per esempio: dalle 7 alle 9 di sera, quando la famiglia è a casa e magari vuol sentire il telegiornale, bisogna lasciarglielo fare.
Solo che quella lì è l’ora dell’aperitivo. E gli chalet hanno bisogno di mettere un po’ di musica.
Ma si possono trovare degli accorgimenti per conciliare tutto quanto. Insomma, la giusta via di mezzo tra il silenzio assoluto e l’amplificatore sotto la finestra

Veniamo alla cultura: in Comune non è il solo settore da incentivare davvero, insieme con la sanità?
Il prossimo quinquennio deve segnare il rilancio della cultura in città. Abbiamo tanti beni di cui non ci rendiamo conto. La nostra pinacoteca è sempre chiusa. Poi c’è il Castello Svevo: sarebbe ora di valorizzare la figura di Federico II di Svevia, che nel Duecento, con una lettera-patente, diede ai recanatesi l’autorizzazione a costruire il castello. Dopo Potentia si trattò del primo sussulto di vita per la futura Porto Recanati, che insieme con altri 100 comuni italiani è tra le città fondate da Federico. Una figura che con convegni, concorsi e feste abbiamo intenzione di celebrare. Poi vorremmo fare un progetto europeo per rivalutare la zona di Potentia e gli scavi del Burchio. Infine vogliamo lavorare sul filone leopardiano, rilanciando il premio La Ginestra, che si tiene in estate a Palazzo Lucangeli.
Sembra incredibile, ma per il 31 dicembre è prevista la chiusura del Pronto Soccorso a Loreto: è una battaglia già persa o ancora da combattere?
È una scelta da non condividere. Dopo che gli ospedali sono stati fortemente depotenziati, non si è mai pensato a creare una struttura di zona sulla valle del Musone. Su questo piano rischiamo quindi di essere fuori gioco.
Per mantenere il Pronto Soccorso a Loreto potreste far leva sulle conoscenze in Regione, con i membri più autorevoli del PD.
Mi pare assolutamente il caso. È una di quelle situazioni in cui avere certi contatti conta, eccome. Del resto non sarebbe assolutamente agevole dovere andare a Civitanova Alta, in un pronto soccorso già saturo, per curare i nostri guai. E qui in città dobbiamo anche migliorare le condizioni di lavoro nella Croce Azzurra. Un servizio di volontariato che a Porto Recanati ha fatto cose importanti, e che oggi non se la passa troppo bene.

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Nella vostra campagna elettorale è molto attivo l’ex assessore Italo Canaletti. Eppure il pezzo più grosso della coalizione, il PD, pubblicò a suo tempo un manifesto in cui lo definiva “una figura inquinata”. Erano i tempi del famoso “pizzino online” che il presidente della Pro Loco Marco Pacella scrisse sulla bacheca di Canaletti, dando istruzioni per il bando relativo all’area camper, che fino a 2 anni fa gli era concessa in gestione. Che cosa è cambiato? E come si conciliano queste situazioni, dentro la vostra coalizione?
Innanzitutto bisogna evitare di dare addosso alle persone. E quando si parla di appalti e lavori certe confidenze si devono evitare nella maniera più assoluta. Certo, si possono anche dare dei consigli. E infatti noi faremo in modo che le associazioni partecipino alla vita politica. Io sono dell’avviso che bisogna parlare con tutti. Chiunque può dare un’idea. Ma ci si ferma qui. Non ci devono essere interferenze coi compiti dell’amministrazione comunale.

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Com’è cambiata Porto Recanati nel quindicennio ubaldiano?
È cambiata molto e non è cambiata in meglio. Su molte cose non c’è stata cura adeguata. Facciamo degli esempi concreti. Pensiamo al cinema Kursaal, alla scuola Diaz, alla nuova scuola elementare, dove c’è un problema con aule troppo piccole e strette: diciamo la verità, è una scuola nata sottodimensionata. Non c’è palestra, non ci sono spazi per l’intervallo. Il palazzetto dello sport, poi, non è più a norma. Alcuni uffici comunali vivono difficoltà pesanti, anche per decisioni prese a livello governativo. Ma pure localmente sono state prese decisioni discutibili. I problemi sono tantissimi. E mi fanno dire che non c’è stato progresso, in questi 15 anni.
Nemmeno a livello turistico ci sono stati progressi?
Anche questi mi paiono relativi. Siamo passati da essere terzi a sesti nella regione, come presenze turistiche nella stagione.

Il sindaco di Porto Recanati Sabrina Montali
Sarà mica colpa della Montali?

Non scherziamo. La Montali c’è stata 11 mesi. Altra cosa: in questi anni abbiamo perso la Bandiera Blu. Anche questo è un segno di regresso. Non voglio demonizzare né mettere all’indice nessuno. Ma proporsi come il rilancio mi pare troppo, da parte di certe figure.
E invece in che cosa ha sbagliato la Montali?
Non ha messo in piedi una squadra coesa, nonostante la buona volontà e il fatto di essere una brava persona.

Giampaoli appoggia Giri_19 gennaio 2016

Giampaoli ha scelto anche lei, dopo Sabrina Montali, o chi altri è venuto a cercarla per candidarla?
Giri non è stato scelto da Giampaoli. Il mio nome è stato fatto da diverse persone.
Ma la chiamata per dirle “Dai, Giovanni, candidati”, chi gliela ha fatta?
Ma guardi, è da un anno che mi mettono alle corde. Anche perché c’è stata una lnga discussione all’interno del PD. E comunque io non sono secondo a nessuno.
Quindi Giampaoli non c’era ai tavoli preparatori per la coalizione?
Giampaoli è stata una persona, tra le altre, che mi ha chiesto di fare questo passo. A volte era presente ai tavoli.
Come valuta l’episodio del mattone tirato contro la vetrata della sede del PSI, in via Recanati?
È un segno di imbarbarimento. Quando si colpisce una forza politica è sempre un fatto negativo.
Unirebbe col rito civile due gay?
Se la legge lo consente io la legge la applico. A tutt’oggi incontro tante persone che mi dicono “Preside, ci ricorda che ci ha sposato?”. È bello che la gente si ricordi di te, dopo tanto tempo. Ricordo che quello disposto dalla Cirinnà non è un matrimonio. E non farò l’obiettore, sicuramente. I diritti delle persone vanno rispettati. E un sindaco deve rispettare la legge.

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La mafia c’è a Porto Recanati? Ci sono episodi di criminalità organizzata?
A mio avviso sì. Fenomeni come la prostituzione, lo spaccio, non sono iniziative di microcriminalità. La droga c’è perché qualcuno organizza il traffico. È probabile, quindi, che ci siano presenze pesanti. Ma il sindaco non deve trasmettere pessimismo né paura. Anzi, la mia idea è di darci tempo un mese e portare un dossier a Renzi. Basterà mezzora per fargli capire che la questione Hotel House rappresenta una delle 20 zone più degradate d’Italia. E su questo non possiamo chiudere gli occhi.
Quanti dei suoi 16 candidati sono assessorabili?
Sono tutti assessorabili. Poi vediamo quanti voti prendono, che contributo danno alla vittoria. Sono tutte persone con esperienza, o comunque di buona volontà. Molti di loro sono laureati.
Parliamo di finanziamenti. Che budget avete?
Ci autofinanziamo. Ogni candidato ci mette del suo.
Diciamo sotto i 5mila euro, come Porto Recanati a Cuore?
Sì.
Vi ha mai offerto un finanziamento la Coneroblu?
A me personalmente no.
Né al PD due anni fa, né Città mia oggi?
Lo escludo assolutamente.

Città mia

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