MENTRE NOI DORMIAMO, ELISA, 14 ANNI, È SVEGLISSIMA. E CI OSSERVA

Buonasera, mi chiamo Elisa Serena e ho quattordici anni. Voglio rendervi partecipi delle opinioni dei ragazzi con i quali mi sono confrontata, su cosa potreste fare con il vostro partito a Porto Recanati”. Elisa ha gli occhi blu, ficcanti, taglienti come un bisturi. La figura slanciata, i riccioli lunghi, si è alzata dal pubblico appena la relatrice ha chiesto se qualcuno, in sala Biagetti, avesse qualcosa da dire. Non vi diciamo, ora, partito, situazione etc. Non importa, e comunque lo indovinate leggendo sotto e guardando le immagini. Quello che conta è la grinta di Elisa, 14 anni. Conta quello che dice. COME lo dice e come lo vuole. Andiamo avanti col testo del discorso, che ci siamo fatti girare via mail da questa ragazza iscritta alla terza media della scuola Enrico Medi di Porto Recanati.

“Il movimento 5 stelle, oltre che essere molto vicino alle mie idee politiche, per quante possa averne una ragazzina della mia età, è l’unico in grado di poterci dare una voce. Spesso si pensa che i ragazzi non abbiano un’opinione politica, che quello che ci sta accadendo attorno ci scivoli addosso, che non ci faccia riflettere. Non è così. Ognuno di noi sta vivendo, chi più e chi meno, questo momento difficile per l’Italia. Personalmente mi sento in dovere, oltre che in diritto, di dare il mio contributo almeno a livello territoriale. Chi meglio di noi ragazzi, che siamo immersi tutti i giorni nella città, che abbiamo ancora la mente pura e non corrotta, può stabilire quali sono i problemi della nostra cittadina? Noi viviamo nelle palestre, nei vicoli, nelle scuole, nelle spiagge, noi vediamo continuamente quali sono i danni che essi presentano. Noi sappiamo cosa ci serve per crescere bene e per migliorare, sappiamo di cosa ha bisogno questa città, almeno per quanto ci riguarda.
Vogliamo più fondi per la scuola (sia materna, sia elementare, sia media), non è possibile non avere neanche abbastanza gessetti per la lavagna o carta igienica. Non è possibile che i computer e la lavagna LIM si rompano in continuazione e che nessuno venga ad aggiustarli. Vogliamo un bar biologico nella nostra scuola, o almeno delle pizzette a merenda; vengono fatti tanti progetti per l’alimentazione sana, e poi troviamo le macchinette con dentro cioccolato e patatine (e qui parte il primo applauso da parte di 50 adulti entusiasti, vinti, battuti in partenza, ndr). Vogliamo una biblioteca più fornita, vogliamo la wifi gratis (magari che funzioni, non come quella a piazza Brancondi).  Vogliamo più verde e meno case e costruzioni ovunque: arrendetevi, non le comprerà mai nessuno (secondo applauso per la prima minorenne che, nella storia del Porto, parla in pubblico contro la cementificazione, immaginiamo, ndr). Vogliamo un teatro o una sala conferenze dove esprimerci, confrontarci e assistere a spettacoli e una sala prove attrezzata dove suonare.
Vogliamo più spiagge libere. Non possiamo passare l’Estate ad affittare lettini nei balneari a spesa dei nostri genitori (il terzo applauso arriva a metà frase, ndr). Vogliamo che il capannone Nervi venga riqualificato (quarto applauso, ndr) e che gli venga assegnata un’utilità. Vogliamo che la pista di pattinaggio sia aggiustata; non è concepibile che i bambini si facciano male inciampando nei chiodi o nell’asfalto ormai andato. Vogliamo poter giocare a basket o pallavolo liberamente nel tempo libero, senza accedere alle palestre: nei pochi parchi presenti non ci sono le attrezzature per farlo.
Vogliamo che le risorse vengano gestite dai quartieri a seconda dei loro bisogni al seguito di assemblee e non dalla politica comunale.  Vogliamo laboratori per i più piccoli ed eventi serali per gli adolescenti. Vogliamo più manutenzione nelle strade, nelle spiagge, nelle palestre e nella pineta. Riguardo quest’ultima, non può continuare ad essere il luogo di raduno dei drogati. Servono più attrazioni per i turisti, non basta più il mare dove c’è il divieto di balneazione un giorno sì e l’altro pure. A proposito di questo, per favore, a nome di tutti i portorecanatesi, risolvete la questione Fiumarella. Vogliamo più controlli all’Hotel House; ho amici che vivono lì e hanno vicini di casa spacciatori e delinquenti e vivono tutti i giorni nel terrore. Spero che ascolterete le nostre richieste e che ci rendiate partecipi delle decisioni che prenderete semmai salirete al Comune  ||| Vi auguro buona fortuna per le future elezioni”.

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Così, tutto d’un fiato. Poi riprende, Elisa, toccando il tema del convegno, INVESTIRE NELLA CULTURA A PORTO RECANATI: SPESA PRODUTTIVA O SPERPERO?, che era organizzato dalla lista M5S di Porto Recanati, capitanata dal candidato sindaco Sauro Pigini:

“Riguardo l’investire sulla cultura. Sì, bisognerebbe farlo al più presto. Ma non perché a tutti i ragazzi interessi di farsi una cultura, perché per la maggior parte se ne frega, si rinchiude dentro la propria camera con la playstation e con il computer e sta bene così. È questa la triste verità, i miei coetanei sono ignoranti in tantissimi aspetti e per la maggior parte ne vanno fieri. Io faccio la terza media e ho dei compagni di classe che gli unici libri che hanno letto sono quelli assegnatici dalla prof durante l’ora di narrativa. L’ignoranza dei giovani è alimentata sicuramente dal fatto che oramai a scuola si regalano le promozioni perché la bocciatura viene considerata ‘immorale’. A Porto Recanati servono delle attività culturali che attirino i ragazzi e gli facciano imparare qualcosa, perché ora come ora di studiare un libro di storia alla vecchia maniera non va più a nessuno”.

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Finisce il discorso, ancora un applauso, abbracci etc. Tra gli oratori avevano parlato Anna Maria Ragaini, Fiorenzo Bordi, Pina Zaccari, Sauro Pigini. Dal palco è stato invitato a parlare Lino Palanca, a titolo personale e non per propaganda politica alla lista, specifica lui.
Ma torniamo a Elisa. Chi pensa alla ragazzina ammaestrata, o che gli adolescenti siano orologi rotti che due volte al giorno segnano giusto, deve farsene una ragione. “Il testo l’ho scritto completamente da sola, e gli argomenti trattati sono il frutto del confronto quotidiano tra me e i cosiddetti ‘giovani’ (adolescenti per capirci), quindi compagni di classe, amici (anche più grandi ecc), quindi riguarda grossomodo il pensiero di una fascia d’età abbastanza ampia”, ci scrive Elisa: “Non c’è stato un vero e proprio sondaggio, o la prof che ha detto ‘fate un tema su cosa vorreste per migliorare Porto Recanati’, ho semplicemente preso nota delle loro ‘lamentele’ e delle loro idee per migliorare la città e le ho trascritte in modo diretto, facendo sì che avessero un senso e una connessione logica“. Quindi, a 14 anni, Elisa ha fatto Politica.

E allora che dire? Mentre la gente in città gioca a tirare la moneta per scegliere tra i 100 candidati in lista per le Comunali del 5 giugno (si vota dalle 7 alle 23). Mentre nei bar avvengono incontri a tu per tu, sottovoce, tra candidato e cittadino elettore. Mentre, sempre nei bar, spuntano ripetutamente disegni di progetti edilizi, un giorno sul corso, un giorno in piazza, squadernati sotto gli occhi di gruppetti di 5-7 persone ogni volta, e chissà che il progetto non sia sempre lo stesso (ma mettetevi in qualche retro, o al piano superiore, almeno). Mentre “Vorrei votarti, ma si candida mio cugino”. Mentre “Non voto, perché me fanne tutti schifo” (bravo, così in pratica voti per chi la spunta tra quelli che “te fanne schifo”, quindi, dal tuo punto di vista, i più sporchi, corruttori e spendaccioni di tutti). Mentre gli adulti dormono, come sonnambuli che vanno a sbattere sugli spigoli, mesmerizzati dal flauto magico di pitoni e pitonesse, Elisa Serena è sveglissima e ce le canta.

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Un fotogramma di Homeward Bound, di Giorgio Cingolani e Claudio Gaetani.

E ci ricorda che le spiagge libere “camminano” all’indietro, incalzate da lettini e ombrelloni delle concessioni. Che le strutture pubbliche sono spesso macilente e non si fa adeguata manutenzione. Che la scuola italiana è un colabrodo finanziario che insegna la coltura bio e intanto vende merendine. E poi c’è quel fenomenale “arrendetevi, le case non le compra nessuno”. Beh, a Elisa potrete dire, anche tra 20 anni, che “tutti rubano alla stessa maniera”, che “così fan tutti” e benaltrismi simili, che servono a neutralizzare, relativizzare, lasciare andare quello che si fa, si dice, si prepara sulla pelle di Porto Recanati. Ecco, a Elisa potrete pure dire “lassa ‘ndà”, il motto nazionale di una città sempre più accidiosa, aggressiva, intollerante, a tratti violenta. Ma siamo certi che non vi ascolterà. Sarà più facile che voi ascoltiate lei.

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