M5S: UFFICIO DEL SINDACO E CONTATORI INDIVIDUALI PER L’ACQUA ALL’HOTEL HOUSE

Una visita all’Hotel House segna un cambio di passo nella strategia elettorale del Movimento Cinque Stelle Porto Recanati, in vista del voto di domenica 5 giugno (seggi aperti dalle 7 alle 23). Il candidato sindaco Sauro Pigini progetta di aprire un ufficio del sindaco al palazzone di 2mila e passa anime+40 etnie, che vive numerosi problemi e inquietudini, dalla presenza di un solo ascensore funzionante per salire i 17 piani dello stabile a croce, al degrado dei luoghi, allo spaccio e alla contraffazione che, magari in misura meno massiccia di un tempo, comunque dilagano.

M5S all'HH

All’Hotel House ci sono i candidati M5S Alessandro Parisi, Sauro Pigini, Maria Elisa Sforza, Leandro Scocco.

Nel finale della nostra breve intervista – siamo desolati per la pochezza tecnica delle riprese – Pigini accenna anche al contributo di 100mila euro che per la Regione Marche si è impegnato a scucire l’assessore Angelo Sciapichetti, con l’obiettivo di raggiungere quei 400mila che servono a finanziare l’installazione dei contatori singoli dell’acqua. Sì, perché l’Hotel House, ai fini del consumo dell’acqua, non è mai stato inquadrato come un immobile residenziale: è a tutt’oggi una struttura turistica che paga una tariffa salata e dispone di un contatore unico.
Questo ha fatto sì che le annose morosità di molti – che Astea nel 2009 calcolava in 300mila euro – siano cadute in testa a molti altri che erano e sarebbero in regola. Sette anni fa Astea ha fatto allora il distacco dell’acqua, e i residenti hanno cominciato a rifornirsi con 4 pompe a due pozzi artificiali che si trovano nei dintorni, coi problemi di manutenzione e approvvigionamento che spiegammo due anni fa in questo video con l’aiuto del portiere dello stabile Mustafà Diop:

Lo scorso dicembre la crisi più brutta e la pagina forse più nera nella storia di Porto Recanati: con un ritardo di 26 giorni sul prelievo effettuato da Arpam ai primi del mese il Comune – avvertito da ASUR nel tardo pomeriggio del 24 dicembre… – dispone il divieto di consumare l’acqua dei pozzi, per eccessive quantità di azoto nitrico e colibatteri. Da quel 28 dicembre i residenti dell’House si riforniscono di acqua potabile dalle cisterne della Protezione Civile. Una situazione al limite del collasso sanitario, in un palazzone che ospita 439 minorenni quasi tutti iscritti alle scuole dei dintorni. A tutt’oggi, per usi alimentari e personali, il palazzone si rifornisce alle cisterne, molti usano l’acqua minerale, moltissimi usano l’acqua dei pozzi, e parecchi di questi non sanno nulla dell’emergenza idrica (a Milano in questi casi metterebbero due cartelli in arabo, perché la nazione sarà la nazione, ma la salute è la salute).

Per la cronaca, dell’incontro del M5S la stampa è stata avvertita certamente un po’ tardi – la sera del venerdì alle 18h46 – ma di 11 tra blog e testate avvisati c’eravamo solo noi di marchebbello.com. Segno che i Cinque Stelle non hanno appeal tra i fan del finanziamento pubblico ai giornali? Oppure al Porto non hanno sufficiente “peso specifico”, ammanigliature politiche, capacità di influenzare/procurare/garantire contributi, ripascimenti, affari e rapporti di lavoro, con ciò che ne consegue sul piano del consenso?
Per dire, siamo in campagna elettorale, eppure può capitare – com’è capitato – che il giornale più venduto in città non scriva mezza riga sull’incontro di una lista – UPP – che raccolse oltre 1300 preferenze nel 2014, e che si è tenuto domenica 15 maggio davanti a 130 persone. Laddove lo stesso giornale – il Corriere Adriatico, tanto per non fare nomi – raccoglie con febbrile esaltazione ogni sospiro del PD e degli assetti di potere che girano intorno a Rosalba Ubaldi, Gianfranco Doria e altri – pochi – notabili cittadini. Anche di questo rapporto sbilanciato e fasullo tra la stampa, il potere e la realtà di Porto Recanati bisognerà, evidentemente, giudicare il 5 giugno, mettendo la scheda nell’urna.

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Ad ogni modo questo è il comunicato di Sauro Pigini, per il Movimento Cinque Stelle Porto Recanati:

“Nel nostro programma elettorale, per l’Hotel House, prevediamo un piano di recupero che privilegi l’integrazione e la diminuzione degli immigrati invece della loro concentrazione, che si trasforma in ghettizzazione.
Si fa tanto rumore con le ronde e la marce di protesta, cercando soluzioni private per quello che è un problema pubblico: la risposta operativa della sicurezza deve essere principalmente una risposta di tipo sociale. Se progettiamo muri invece di ponti non risolveremo ma potremo soltanto aggravare i problemi.
Noi vogliamo trasformare le criticità del paese in risorse: per far questo è necessario conoscere bene il territorio, in modo da poter intervenire con competenza e sensibilità. Per tutti questi motivi ho deciso di aprire un ufficio del sindaco all’Hotel House.
L’operazione non avrà costi aggiuntivi per l’amministrazione, perché i costi degli affitti e le spese di tenuta dei locali saranno coperti con la restituzione di parte dei miei compensi.
Portiamo un’altra bandiera italiana all’Hotel House”.

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