SDROGIO RULEZ!

Sdrogio_-_2016-05-13

Un po’ di Sdrogio siamo gelosi. Ma non del suo successo, quanto, semmai, dello spirito leggero e sagace che lo permea. Uno spirito che – fermo restando che Marchebbello non è un sito umoristico – a volte ci difetta, e che invece vorremmo avere sempre, in ogni istante della giornata. Ma che cos’è Sdrogio? Beh, se non lo sapete siete un attimo rimasti indietro. Sdrogio è una pagina Facebook – una comunità, a rigore – che dal 7 maggio, con bonomia, garbo e un bel bagaglio di pietas lucreziana, porta in giro i protagonisti di questa campagna elettorale per le Comunali del 5 giugno a Porto Recanati. Mentre scriviamo seguono Sdrogio – che in dialetto nostrano vuol dire “rotto”, “malmesso” – 267 persone. Che ogni giorno si gustano 6-7 post al sapore di satira: fotomontaggi, battute, freddure, commenti, che spesso vengono suggeriti dai lettori/followers, chiamati “suggeritore anonimo”. Molti post arrivano in tempo reale sui fatti, infilzandoli come farfalle nella teca. Si ride, anche a crepapelle, solo che si conoscano un po’ i soggetti nominati.

Un piatto di fagioli e salsiccia in bella vista, scelto come foto-copertina, è l’abbrivio per entrare in questo spazio che per Porto Recanati è singolare. Non ci sorprende solo una cosa: Sdrogio è gestito da utenti anonimi, che con grande gentilezza e tempestività ci hanno risposto su Messenger, ma non si sono rivelati. “Dopo la consultazione abbiamo deciso che risponderemo volentieri dopo il 5 giugno“, ci scrivono dopo la nostra richiesta di intervista, che non avverrà nemmeno sotto anonimato, quindi. Il che ci fa immaginare che gli “sdrogi” – ammesso che siano davvero più d’uno – siano timidi, giovani e smart, magari iscritti a qualche facoltà umanistica, diremmo più Bologna che Marche, oppure già laureati e/o al lavoro in qualche ufficio/ente/laboratorio, probabilmente influenzati da Spinoza.it, o da Lercio.it, altro sito umoristico che è più recente e sfacciato.

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Ma pensiamo anche un’altra cosa, anzi, ce lo domandiamo: Porto Recanati sarebbe capace di ben vedere e bene accogliere questa cosa se gli autori fossero noti? Forse no, e allora gli “sdrogi” ne hanno tenuto conto, anche perché loro fanno nomi e cognomi, più di tutte le altre pagine Facebook della città, e certo anche più di quei giornali che spesso scrivono di “un artigiano”, “un commerciante”, “il commercio”, “la città”, attribuendo pensieri e azioni a queste entità “cosmiche”. Noi avremmo fatto la scelta contraria a quella di Sdrogio: rivelarci per “allenare” – anche sulla nostra “pelle” – la città al confronto e allo sfottò reciproco, mostrando ognuno la propria faccia – o meglio, uno la mostra e gli altri, mascherati da anonimi, ci giocano a freccette, ma almeno un pezzo di città sa che nello spazio pubblico può relazionarsi con qualcuno pronto a rispondere di se stesso davanti a tutti.

Ma non fa niente, con Sdrogio ci conosceremo dopo il 5 giugno. Intanto festeggiamo la sua esistenza. Porto Recanati, di Sdrogio, ha bisogno come il pane.

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