LE COSE CAMBIANO. BASTA CHE LE DICIAMO

DSC01112Si dice spesso, a Porto Recanati e in Italia in genere, che tanto “qui da noi” le cose non cambiano. Ma mentre in Comune è ancora in corso la riunione tra Polizia Municipale, Ufficio Elettorale e candidati sindaco, appunto per illustrare le norme di legge sulla propaganda elettorale, possiamo dirvi che dopo la pubblicazione del nostro post di stamani Città mia ha ritirato i manifesti esposti sulle vetrine della sede in via Amendola, per intendersi il lato sud di piazza Brancondi, che ci parevano violare le prescrizioni di prefetture e Parlamento sulla propaganda elettorale (divieto di affiggere manifesti etc rivolti al pubblico, salvo che negli stalli autorizzati, a partire da 30 giorni prima del giorno del voto, che, lo ricordiamo, cade il 5 giugno). Lo potete osservare nelle foto qui sotto, che confrontano il “prima” e il “dopo”, scattate intorno alle 14 di oggi.

Qualcosa è cambiato anche nella sede di Porto Recanati a Cuore, dove il manifesto che pubblicizza lista e candidato sindaco ha “camminato” un pochino indietro rispetto a stanotte, mentre sono spariti gli spezzoni di slogan attaccati alla vetrina. Nelle altre sedi situazione immutata, immaginiamo nella sensazione di essere evidentemente in regola.

Giova ripetere che la giustizia vale più della norma di legge – che spesso rimane asfittica e insignificante. E che in realtà quel paio di giorni di “esposizione supplementare” da parte di una lista o più non modificano un granché – quantomeno perché la pubblicità negativa compensa, se non oltrepassa, quella in positivo. Ma in realtà è molto significativo quello che è successo. Se davvero è stato il nostro intervento a provocare questo piccolo cambiamento in direzione dell’equità nella propaganda tra le liste, questo conferma un fatto fondamentale: le cose non cambiano finché ci limitiamo a lamentarci. Se bastano 4 immagini in croce a cambiare l’atteggiamento dei partiti in campagna elettorale, figuratevi che può succedere se i “matti” con la camerina o il telefonino in mano diventano 2-3-4, e magari, invece dei manifesti, cominciano a scattare immagini di incontri compromettenti, saluti scabrosi, scandali sanitari e ambientali alla luce del sole!

E siccome lo scopo fondamentale di questo blog è aprire i confini angusti, soffocanti e a volte anche un po’ patetici dello spazio pubblico nelle Marche, facendo diventare normale quello che oggi appare un esercizio pericoloso ed eccezionale – quello dell’informazione, della critica, della contestazione – noi continueremo a raccontarvi tutte le situazioni che non ci convincono. Nella speranza di “contagiare” qualcun altro. Perfino qualche marchigiano.

NB
Facciamo un patto. Se cominciamo a delirare come Peter Finch in Quinto potere ditecelo, per favore. Anche perché ogni tanto qualche commento firmato Porto Recanati se lo potrebbe meritare.

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