C’È UN PIROMANE A PORTO RECANATI? FUOCHERELLO…

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Ancora tre auto a fuoco nella notte a Porto Recanati, in via Rossini, a 50 metri dagli uffici della Polizia Municipale. Tra i danneggiati il calciatore dell’Ancona Calcio Alberto Libertazzi. Porca paletta, erano tre mesi e mezzo che non c’erano roghi di vetture in città. Cominciavamo ad abituarci bene! Chissà che qualche politicante non la smetta per un istante di ascoltare il ruminìo del suo stomaco – o di quello dei suoi accoliti – e interrompa il Risiko elettorale per fare un pensiero “serio” su questa problematica. Perché negli ultimi due anni si contano almeno una dozzina di fatti simili in città. Per la cronaca abbiamo incontrato la candidata di UPP Loredana Zoppi, che abita nei paraggi e rientrava a casa in quei minuti, ma non ha voluto farsi fotografare né ci ha rilasciato dichiarazioni.

Ma partiamo dai fatti: è circa l’una di notte quando Adriano Vecchi, 70 anni, residente al Borgo Marinaro, sente tre botte secche fuori dalla finestra. “L’impressione era quella di cassonetti rovesciati a terra di botto. Ho pensato a qualche ragazzino in vena di scherzacci e vandalismi. Invece mi affaccio e vedo il fuoco nel punto in cui ho parcheggiato“, racconta. Sicché Vecchi si precipita a togliere via la sua Fiat Punto. Ma incrocia un carabiniere della stazione di viale Europa, già intervenuto sul posto coi colleghi. “Dammi la chiave, lascia perdere!“, grida il milite, che tempo zero si infila in macchina e la sposta 40 metri più in là, mentre l’aria è già rovente.

Vanno a fuoco, invece, il Doblò di Daniel Scicolone, 54 anni, rivenditore di pesce, la Renault 4 4×4 di Alberto Libertazzi, 24 anni, attaccante scuola Juve dell’Ancona, e la Citroën Xsara Picasso di Giuseppe Padalino, 46 anni, imbianchino, che nell’auto aveva tutti i suoi attrezzi di lavoro. “L’avevo parcheggiata 4 metri più indietro“, ci dice, osservando che il paraurti anteriore della sua macchina poggia sul posteriore del fuoristrada del calciatore. L’ipotesi è che l’auto di Padalino abbia preso fuoco per prima sulla parte anteriore, e poi, magari con la prima innestata, aiutata da una leggera discesa, si sia mossa in avanti come un proiettile incendiario, dando fuoco alle altre. “C’erano dentro i passeggini dei bimbi“, si rammarica Erika, la moglie di Libertazzi, guardando la carcassa della sua Renault, “pensare che a metà maggio avremmo cambiato abitazione”. A spegnere le fiamme, tra le 1,20 e le 1,35, sono stati i Vigili del Fuoco di Civitanova, intervenuti con due unità. Tutti i danneggiati erano assicurati. Rimangono lo spavento e il danno a livello lavorativo e psicologico.

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Invece Porto Recanati deve distrarsi mezza giornata dai movimenti di stomaco e di “testa” dei suoi politicanti. E riflettere – se ne è capace – sul fatto che solo negli ultimi 13 mesi sono già 8 (OTTO) le auto andate a fuoco nelle “vie dei musicisti”: una Ford Fiesta in via Spontini all’alba del 10 aprile 2015; una Mercedes in via Verdi, all’incrocio con via Spontini, la notte del 2 ottobre dello stesso anno; una Lancia Thema – ma qui era sicuramente un fatto incidentale – la sera del 20 dicembre; due Audi (modelli A5 e A7) parcheggiate una dietro l’altra in via Giordano, che è una traversa di via Rossini, la notte del 23 gennaio 2016; e poi tocca alle tre auto di stanotte, parcheggiate in fondo a via Rossini, sotto le finestre del Borgo, poco prima della curva che immette in viale dei Cementieri.
Mentre i carabinieri fanno le loro verifiche tra i presenti si parla di “una donna con due figli” che sarebbe dedita alla piromania. Una storia non si sa quanto vera e quanto frutto di una fantasia improntata a una sorta di caccia alle streghe. Sta di fatto che se qualcuno ha questo vizio del fuoco i cittadini, evidentemente, collaborano poco, oppure parlano con le persone sbagliate – quindi non con le forze dell’ordine, un difetto forse peggiore di questa schifosa malattia di incendiare le auto. Noialtri, a spanne, empiricamente, possiamo solo darvi un consiglio: se lasciate l’auto la notte in quei paraggi cercate di parcheggiare almeno in via dei Cementieri. Farete due passi in più, ma forse alzerete la percentuale di possibilità di rivedere la vostra vettura integra al mattino.
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