VOGLIAMO IL PANE. MA ANCHE SLANT/

Merda, sangue, pane e rose. Gli odori che emanano da un blog/osservatorio sulla società marchigiana sono forti, diversi e in qualche modo assai campagnoli. Una miscela estetica che richiama da vicino quella di Novecento di Bernardo Bertolucci. Del resto, nel quadrante Ancona/Osimo/Macerata/Civitanova, che è quello che riusciamo a vivere e “odorare”, abbiamo tutto il bailamme squadernato al cinema dai volti di De Niro, Depardieu, Laura Betti, Donald Sutherland, Burt Lancaster, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda. Cosa racconta Novecento? La violenza della razza padrona, il modo in cui i “signori nessuno” degli anni ’20 pagavano il prezzo della loro esistenza a latifondisti, gerarchi, affaristi, avventurieri. E soprattutto il dispiegarsi della violenza fascista, con la scusa del “gatto comunista” che diffonde il colera del bolscevismo (oggi al suo posto potete metterci il “disfattismo” di chi dice “sempre no”, i “gufi” contrari al “fare” e il giustizialismo, il resto detto qui sopra ce l’abbiamo già).

Certo, la prepotenza è il sale delle cronache di tutto il mondo. Contro la prepotenza strappiamo il pane dalle mani del giorno (a meno di avere “l’amico in Comune”!). Ma il pane a che serve? A sopravvivere? Beh, siccome vegetare non ci interessa, oltre al pane vogliamo anche le rose. E mentre siete lì abbioccolati a dire “Eh, ma nelle Marche non si fa mai niente!”, vogliamo trovare il tempo di parlarvi – ad esempio – di un collettivo di marchigiani under 30, che si chiama ØNAR, che stasera alle 21,15, al teatro La Nuova Fenice di Osimo, porta sul palco SLANT/, uno spettacolo che è un mix di musiche, video, recitazione, con tre attori sul palco.

SLANT

Ne parliamo con Giacomo Lilliù, 23 anni da Osimo, che di SLANT/ è attore e regista, Diego Federico Porfiri, 23 anni da Macerata, che ha scritto il racconto originale e composto le musiche, e Matteo Lorenzini, regista del video che viene proiettato in scena. Intanto, che cosa vedremo stasera? “Saremo tre attori in scena – spiega Lilliù -, io, che sono l’Ombra, e poi Nicholas Tiranti e Alessandra Penna, che appaiono sul video e sul palcoscenico, protagonisti del dramma”. Nel video vediamo i frammenti di una storia d’amore: momenti quotidiani, in se stessi quasi senza senso. Una pausa caffè, una situazione di lavoro, e via così. Frammenti in cui gli attori non parlano, ma sono accompagnati dalle musiche. Sul palco, invece la coppia si scambia delle battute. L’Ombra, invece, riceve la luce del video, si muove goffa, bizzarra, vuole essere protagonista ma non ci riesce.

“Scrivendo il mio racconto – dice Porfiri – volevo combinare insieme quanti più piani di realtà possibile, presentandoli come degli incubi. Questa combinazione racconta una dimensione che sorvoliamo, ma che viviamo tutti i giorni”. E quale sarebbe? “Quella dell’errore – spiega Lilliù -: tutto lo spettacolo esprime l’estetica dell’errore, del frammento casuale e abbandonato, ed è parente del cosiddetto glitch, che è un po’ il nostro zeitegeist, lo spirito del tempo”. Logico, quindi, che trattandosi di uno spettacolo prodotto da un collettivo di 9 ventenni, questo sovrapporsi di musiche e frammenti video richiami la realtà che viviamo tutti i giorni intercalando social network, informazione, YouTube e ascolto, spesso casuale, di suoni, musiche e discorsi. “Le musiche – racconta Porfiri – sono create con un metodo quasi random: siamo rimasti chiusi in sala prove per 2-3 settimane, improvvisando, e alla fine abbiamo mixato i suoni che abbiamo prodotto, creando situazioni di caos, ma anche di calma”.

SLANT_2

Foto ©Sonia Petrocelli

Un po’ sfasamento, un po’ gioco di specchi, SLANT/ mescola immagini degli anni ’60, spot pubblicitari, canzoni di Sanremo e poesie di Eliot e Dickinson. Un frullato di sensazioni che non ha altra morale che quella di essere descritto e sentito. Il tran tran di noialtri “gabbiani ipotetici” sul palco diventa arte e visione, ma senza la nostalgia gaberiana, che resta dietro, sullo sfondo. L’utopia è distante, rimane, appunto, il glitch, il miscuglio di esperienze che a stento trovano un nesso tra necessità e volontà personale.

Mentre scriviamo sono le 18 e restano una sessantina di posti liberi in teatro. Il biglietto costa 10 euro, ridotto 8 per over 65, under 25 e studenti. Al prezzo di una pizza, e al posto di Le iene, Virus e la solita partita, non val la pena di vedere “qualcosa di completamente diverso”?

Teatro La Fenice Osimo
Indirizzo: Piazza Guglielmo Marconi, 1, Osimo AN
Telefono:071 723 1797

COLLETTIVO ØNAR

SLANT/

da un racconto di Diego Federico Porfiri
regia e testi Giacomo Lilliù
con Giacomo Lilliù, Alessandra Penna, Nicholas Tiranti
regia e montaggio video Matteo Lorenzini, Giulia Pacioni, Piergiovanni Turco
direttore della fotografia e operatore video Andrea Cagno
disegno del suono e musiche originali Alessandro Graciotti, Diego Federico Porfiri
disegno luci Angelo Cioci
allestimento scenico Lodovico Gennaro
assistenti alla regia Leonardo Recanatini, Giorgio Sacchini
organizzazione Anna Caramia
produzione Collettivo ØNAR, M.A.L.T.E.
collaborazione di Loop Live Club

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