GIAMPAOLI@PD: “GRAN PEZZO DI MERDA, PENSA ALLA FAMIGLIA!”

Io ti avverto una volta per tutte, gran pezzo di merda, a me non mi tiri in ballo, hai capito o no?“. Pensieri e parole di Giuseppe Giampaoli, direttore del COSMARI, ai nostri microfoni, alla fine dell’incontro in cui il candidato sindaco Giovanni Giri presentava il simbolo di Città mia, la coalizione che per le elezioni comunali di Porto Recanati del 5 giugno prossimo vede uniti PD, Paese Vero e Alternativa Civica. Giuseppe Giampaoli è un navigatissimo uomo politico, mentore e stratega di questa alleanza di partiti. Il COSMARI, per chi non lo sapesse, è il consorzio dei 57 comuni della provincia di Macerata che a Tolentino, in una struttura di 80mila metri quadri, provvede a smaltire i rifiuti urbani di queste località.

giampaoli secondo da sinistra - CopiaMa perché Giampaoli – secondo da sinistra, con la giacca gialla, qui sopra – ci apostrofa così? Da giornalisti, per il nostro blog, avevamo appena chiesto al candidato sindaco Giovanni Giri – attualmente preside dell’ITIS Mattei di Recanati – se non fosse il caso, prima di lavorare politicamente con Giuseppe Giampaoli, che questi chiarisse la sua posizione di rinviato a giudizio – con altri due soggetti – in un processo che riguarda fatti successi tra il 2008 e il 2010.  L’accusa, nell’inchiesta che partì dalle proteste di alcuni residenti per i cattivi odori intorno alla struttura, è quella di “traffico illecito di rifiuti in violazione di un articolo del decreto legge del 2006 contro le ecomafie” (citiamo dal comunicato stampa del COSMARI). A Tolentino “Cosmari avrebbe smaltito un quantitativo di rifiuti superiore a quello consentito dall’Autorizzazione integrata ambientale. Inoltre avrebbe registrato alcuni tipi di rifiuti con un codice diverso, per pagare una ecotassa più bassa” (citiamo dal Resto del Carlino), ricavandone un arricchimento illecito per i tre dirigenti sotto processo. Accusa che COSMARI contesta in toto, come leggete nel comunicato linkato qui sopra.

Bene, già mentre facevamo la nostra domanda a Giri, Giampaoli, in mezzo a 40 persone, ci interrompeva gridando ripetutamente: “Prezzolato! Pensa alla tua famiglia! Pensa a tuo padre!“, come riporta, peraltro, anche l’altro blog cittadino, L’Argano. Alla fine dell’incontro Giampaoli ci viene incontro e ci dice quello che ascoltate nel video. Parliamo di un uomo dalla lunghissima carriera politica, già sindaco socialista di Porto Recanati dal 1990 al 1999. Un personaggio che 7 giorni fa è stato indicato da un altro ex sindaco, la UDC Rosalba Ubaldi, come l’uomo che, dalla plancia di comando del PD, avrebbe messo il veto a una ipotetica alleanza con lei. Alleanza peraltro già benedetta dal PD stesso, a livello provinciale e regionale. E in tutto ciò Giampaoli si sarebbe mosso insieme a Giri – che di Giampaoli, ai tempi, fu consigliere comunale.

Ubaldi_Giampaoli non vuole intesa

Alla fine Ubaldi si è accasata col candidato sindaco Roberto Mozzicafreddo nella lista di centrodestra Insieme alla gente. Ma il triangolo PD-UDC-civiche ha fatto la cronaca politica recente di Porto Recanati, città che per inciso ha sì 12mila abitanti appena, ma è la sesta località turistica delle Marche per presenze estive, è stata a lungo la terza e ha memorie, tradizioni e ricchezza economica che fanno per 4 cittadine di pari vaglia.

Alla fine, sui gentili inviti del PD in alto loco, sulle lusinghe di Ubaldi, che è pure consigliera provinciale, che ha governato per 15 anni tra assessorato all’Urbanistica e sindacatura, e conta su un bel mucchio di voti – su tutto ciò ha prevalso Giuseppe Giampaoli, 63 anni, laureato a Bologna, al COSMARI dal 1985. O, se volete, hanno prevalso gli argomenti di Gaetano Agostinacchio e Attilio Fiaschetti (qui sopra da sinistra), entrambi assessori e poi transfughi delle compagini in cui hanno governato (Ubaldi 2009, Montali 2014), amici e intimi di Giampaoli.

giampaoli secondo da destra - CopiaPuò funzionare lo schema matrioska, per capire i rapporti tra i tre personaggi: Fiaschetti è il delfino politico di Agostinacchio – primo da destra qui sopra – che a sua volta è lo “scudiero” di Giampaoli, onnipresente accanto a lui. In tutto questi signori portano al PD una dote di poco più di 200 voti, ma il direttore del COSMARI, come si dice a Porto Recanati, nun è scricchignola: ha carisma, conoscenze, esperienza, appeal politico. Del resto lo stesso Giri, nel risponderci, ha detto che Giampaoli è persona “stimatissima e apprezzatissima“. E poi: “Mi rifiuto di affrontare le questioni in questo modo. Solo chi non agisce dentro la Pubblica Amministrazione non sa a quanti rischi va incontro la persona che amministra. Ci sono normative complicate e contraddittorie. Il rischio di fare errori è alto“.

Certi orizzonti_Giri

Tutto molto bello, direbbe Bruno Pizzul. Un’altra risposta poteva essere “Fino al terzo grado di giudizio siamo tutti innocenti”, oppure “Sono certo che Giampaoli potrà chiarire, ad ogni modo non l’abbiamo candidato proprio per questo motivo” e tutto lo sbadigliame che comprende le inevitabili – come la nostra – domande dei giornalisti, e che affolla tutti i talk di politica da RaiUno a La7 dal lunedì alla domenica. A Porto Recanati, però, abbiamo altre usanze: un rinvio a giudizio vecchio di 13 mesi – per un reato odioso come l’ecomafia – è un elefante nella stanza di cui non si deve assolutamente parlare. E infatti la segretaria del PD locale Antonella Cicconi è venuta a dar manforte a Giampaoli e a spiegarci che così non si fa, a fine incontro (nel video è la signora col vestito lungo). Mentre Giri, vedendo accesa la lucetta del nostro Sony Ericsson, ci ha detto “Stai registrando? Se mandi in giro il video ti denuncio” (magari!). E il resto della truppa? Aldo Sichetti, Attilio Fiaschetti, Massimo Montali, Giacomo Regnicolo hanno taciuto o si sono dati al cibo e al vino del banchetto. Italo Canaletti e Michele Bianchi hanno dibattuto vivacemente con noi. Nessuno ha detto UNA PAROLA sugli insulti e i riferimenti alla famiglia di chi scrive da parte di Giampaoli.

Sicché noi, prendendo atto di tutto quanto sopra, faremo come suggerisce René Descartes al principio del Discorso sul metodo, dove il filosofo si propone di “obbedire alle leggi e ai costumi del mio paese“. Obbedendo ai rustici e veraci costumi purtannari, quindi, chiediamo scusa a Giri e a tutto il PD per le nostre domande scostumate e da “provocatore” (parola gridata al nostro indirizzo da una mezza dozzina di persone durante l’incontro) e ci rifacciamo a Sua Benignità Giuseppe Giampaoli per farci spiegare da lui come provvedere al bene della nostra famiglia, che comprende due genitori di 74 e 77 anni, una sorella e qualche nipotino sotto gli 8 anni. Ci dica, l’esperto, saggio, munifico e flemmatico Giampaoli come meglio possiamo comportarci per tutelare la felicità dei nostri cari. Magari, in zona PD e “cespugli”, potremmo fare rigorosamente domandine al bromuro,  o al sapore di camomilla al burro (stile Cocco Bill), oppure, ancora, non farle proprio e alzarci all’unisono, come hanno fatto due notissimi colleghi nell’istante stesso in cui Giri ha chiesto “Ci sono domande?”. O meglio ancora – molto meglio! – cambiare mestiere e sederci in mezzo a quelli che vanno agli incontri elettorali a caccia di qualche briciola che magari cada dal tavolone della politica cittadina.

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Ma fuori da ogni ironia qualche domanda la vogliamo fare ai nostri lettori di cose marchigiane: non vi pare che il voto di giugno, a Porto Recanati, sia in realtà una conta trasversale e transpartitica tra chi accetta certi atteggiamenti e chi ha deciso di rifiutarli una volta per sempre? Non direste che il PD e Città mia stanno clamorosamente perdendo questa partita, senza manco avere ancora presentato la lista? Non vi accorgete che tra auto messe a fuoco, minacce di denuncia, richieste di risarcimento e gognette allestite sui social network il mestiere di informare sta diventando pericoloso e faticoso, in questa città, e che questa cosa NON È ASSOLUTAMENTE un buon segno per la serenità di tutti, inclusi i vostri figli e nipoti? E come chiamereste quella situazione in cui ci sono dei signori che, mentre fate il vostro lavoro, vi dicono che cosa bisogna fare per stare tranquilli, e vi spiegano ad alta voce che è molto meglio fare a capirsi? Rispondete con calma, prendetevi del tempo. Intanto guardate qui sotto che assurdità: un politico statunitense chiede scusa a un giornalista per essere stato scorretto col suo popolo! Sono pazzi questi americani… Pensate che una volta si sono messi perfino a liberare l’Italia! A proposito: buon 25 aprile a tutti voi.

 

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