SINDACA OFFRESI

Ubaldi

Uno dei “santini elettorali” di Rosalba Ubaldi per il 2014: una foto scattata sul colle del Burchio.

Mamma mia come passa il tempo! In 29 giorni abbiamo messo su appena 7 post, e l’ultimo data 9 marzo! Il fatto è che nell’Italiona deregulata e puttanona (cit.) di Renzi il giornalista campa poco di cronaca e molto di più di interviste, rubrichette e pinzillacchere, sicché il dominus di questo blog – che è appunto un giornalista, e ogni 6-7 ore di scribacchi deve stretcharsi quei 90′ tra la spiaggia e un caffè al bar – si è un po’ distaccato dalla sua creazione. Ma rimediamo con un post lunghissimo! Un pezzo che parla di politica purtannara, e che – già per questo – testerà la vostra pazienza.

Scusate, è che un po’ dobbiamo rimediare alla nostra lunga vacanza, un po’ vorremmo supplire al primo dei tre mali di Porto Recanati: il Non Detto, la mancanza pressoché assoluta di assertività (=dire ciò che si vuole, si crede e si pensa) da parte di giornali, associazioni, pubblica opinione, elettori, cittadini (tranne i politici al tavolo delle trattative elettorali: quelli, lì, sono assertivissimi). Ma fate conto che siamo a teatro, per una commedia in tre atti. Sedete in poltrona. Buio. Silenzio in sala. Su il sipario.

Atto Primo. “Il teorema di Cuki”.

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Porto Recanati è una – tutto sommato ancor’oggi – ridente cittadina rivierasca che da censimento conta 12.514 abitanti. Paese di pescatori, commercianti, avvocati e (purtroppo!) blogger e criticoni. Paese baciato dal sole, dai giornali e dal cemento. Molto baciato dal cemento. Molto curato, quasi coccolato, da alcuni signori che per missione, nella vita, si son dati quella di “amanti” e “rappresentanti” di Porto Recanati. Porto Recanati la amano i gestori di balneari, di nuovo gli avvocati – tantissimo – i costruttori e gli imprenditori: addirittura, a volte, la amano anche da anonimi (grazie L’Argano), tanto casto e riservato è il loro sentimento.

E chiaramente Porto Recanati la amano i nostri politici. Su tutti, e più di tutti, Rosalba Ubaldi. Che l’ama, la vezzeggia, l’adora Porto Recanati, la tiene stretta al petto con le mani. Ci tiene, Ubaldi, al Porto. Ci tiene per le spiagge, per il brodetto, per il meraviglioso lungomare pedonabile. Data la domenica prepasquale, che celebra l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, troviamo l’ardore e il sentimento per dire che ci tiene per le palme, Rosalba Ubaldi. Ma soprattutto l’ex sindaca democristiana ama il Porto per via della laboriosa, decantata creatività delle imprese e del commercio (in una parola: i privati, concetto su cui torneremo).

Cuki-Alluminio

È così forte e invincibile, quest’amore ubaldiano, e talmente è riconosciuto, che da 20 anni in qua la politica al Porto si regge su un postulato: “La Ubaldi se ‘ncarta a tutti. Tutti avvolge, la 65enne potentina, consigliere provinciale a Macerata eletto con UDC (al governo col PD), già sindaco e assessore all’Urbanistica in città, a braccetto con Lega, Forza Italia, Msi, Civici, reduci della diaspora PSI, per un totale di 15 anni dal 1999 in poi. In città Rosalba su tutti veglia – i maligni direbbero “sorveglia” – e tutti protegge, aderente, comprendente. Come una mamma. Come una chioccia. O, meglio ancora, come il Cuki. Morbido alluminio che avvolge senza far male, incarta, appunto, e insieme conserva, mantiene intatto e al sicuro, inviolato, il suo contenuto. Ma il teorema di Cuki ha un corollario: “Chi se ‘ncarta la Ubaldi se ‘ncarta a tutti“. Ma chi mai si può “incartare” la Ubaldi?

Elena Leonardi

Già, chi potrebbe mai? Noi un nome ce l’abbiamo: Elena Leonardi, 41 anni a maggio, consigliere regionale in quota Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale, già consigliere comunale al Porto, tra il 2014 e il 2015, con Grande Futuro per Porto Recanati, la lista ubaldiana, e prima ancora assessore al Bilancio, dal 2009 al 2014, scelta dall’allora sindaco Rosalba Ubaldi. Leonardi la incontriamo martedì 15 davanti al cinema Cecchetti di Civitanova, per nulla seccata dall’esser rimasta fuori dalla sala sold out dove si proietta Fuocoammare. E ci dice: “Non c’è nessun accordo siglato con Ubaldi e gli altri. Ci si incontra e basta“.

Prima ancora Leonardi la incontriamo al Mondial nella giornata del 26 febbraio. Lei, risponendo a una domanda che le girammo via sms, si siede accanto al nostro dominus e sussurra: “L’articolo del Carlino che mi dava candidata a sindaco mi ha un po’ spiazzata, ma noi in Fratelli d’Italia mica abbiamo l’obbligo di finire il mandato come i Cinque Stelle: in fondo già Acquaroli si è spostato dalla Regione a fare il sindaco di Potenza…“. Idea nostra: Leonardi farebbe volentieri il sindaco a Porto Recanati dal 2016, e subito dopo, sospinta da Giorgiona Meloni, la deputata a Roma.

Atto Secondo. “La sventurata disse sì”.

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Da sinistra Leonardi, Manisi e Salsedo all’incontro della Lega Nord all’Hotel Mondial.

Ma torniamo alla Ubaldi. Ci racconta insomma un uccellino che Rosalba si era convinta di ri-ri-ricandidarsi a sindaco col centrodestra, dopo il successo del 2009 e i tonfi del 1994 e del 2014. E  solo sulla base di questa percezione avrebbe fatto la sterzata che arriva a 3 mesi dal voto, dopo un lungo silenzio mediatico, diverse cene col PD, e subito a ridosso dell’ennesimo pranzo di pesce, il 10 marzo al Brigante di Scossicci, col commissario prefettizio di Porto Recanati Mauro Passerotti. Una settimana fa, quindi, Ubaldi ha dato l’ok a un documento firmato dall’UDC con Lega-FI-Fratelli, cioè la trimurti in stretto conciliabolo da 10 mesi in qua. Lo conoscono tutti, al Porto, il comunicato. Recita così, e lo copiamo dai giornali, giacché a noi non è arrivato nulla (la stessa Leonardi sul tema non ci ha risposto via sms):

I rappresentanti di UDC, F.I., FdI, e Lega si sono incontrati ed hanno espresso la volontà di verificare se ci sono i presupposti per proseguire l’esperienza proficua per Porto Recanati realizzata dalle Amministrazioni Fabbracci ed Ubaldi. Nei prossimi giorni verranno identificati i programmi per la città che manifesta tutto il suo disagio dopo l’esperienza amministrativa fallimentare della sinistra. Insieme verrà identificato il candidato sindaco e formata una lista civica con la quale presentarsi agli elettori.  

Orietta Montironi per l’UDC
Lucio Temperoni per F.I.
Elena Leonardi per FdI
Giordano Giampaoli per Lega Nord
Avete letto? “Identificato il candidato sindaco”, “formata una lista civica”, “insieme”… Insomma, la sventurata disse “sì”. E, a quanto ci dicono, ci aveva creduto proprio di poter fare la sindaca con l’appoggio di Roberto Attaccalite (anche detto “Stufo Della Ubaldi”), Temperoni, Leonardi, Luca Davide etc. Salvo che due giorni dopo – ce lo dice sempre l’Uccellino – l’avrebbe chiamata uno dei nuovissimi – vecchissimi – alleati, dicendole: “Ma l’hai capito che il sindaco non sarai tu?“. E lei lì per lì si sarebbe imbufalita, salvo poi ammettere, a bocce ferme, con un amico: “Ho fatto una cazzata“. Due giorni dopo ancora esce una mega-intervista al Carlino, dove Ubaldi risponde così all’ipotesi di un ticket col PD: “Un’ipotesi che nessuno ha mai posto sul tavolo e che non credo possibile”. Sarà, ma a noi questo pare il classico “piede in due staffe”.
Carlino_Ubaldi e quella voglia di sindaco
E se leggiamo il Corriere Adriatico di oggi le staffe sulle quali generosamente s’offre (e soffre) di cavalcare la Leonessa sono addirittura 3, forse pure 4. Insomma, Francia, Spagna, Germania o Gran Bretagna, purché… la città ne guadagna (chiediamo venia al congiuntivo e alla Crusca). Sipario.
Ubaldi 4 staffe_evidenziata_2
Atto Terzo. “Luna di fiele”.
Sede PD
Dalle 10h30 di stamattina era riunita l’assemblea degli iscritti del PD di Porto Recanati, in via San Giovanni Bosco 8, per decidere insieme alleanze e strategie elettorali per il voto alle Comunali di giugno. Presenti tra le 20 e le 30 persone, ma il numero forse è cresciuto col passare dei minuti. La seduta è tolta, e a maggioranza il PD ha deciso di non decidere: si faranno altri incontri con Alternativa Civica per vedere di quagliare un accordo. Perché i dem oggi hanno discusso di questo: se allearsi o meno con la civica di Attilio Fiaschetti, ex Lega, già consigliere ubaldiano, ma anche ex assessore montaliano (per chi non seguisse le cose locali: Sabrina Montali è l’ex sindaca di famiglia socialistona verace, che sconfisse la Ubaldi nel 2014 a capo di un listone civico in salsa centrosinistra, poi affondato 11 mesi dopo per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali a ridosso della decisione di ridimensionare un dirigente comunale il cui ruolo è cruciale per i destini di tante situazioni, Daniele Re – ci torneremo sopra -, ndr).
Fiaschetti, personaggio molto vicino all’ex socialista Gaetano Agostinacchio (il quale a sua volta è tutt’uno coll’ex sindaco socialista – anche lui, come Agostinacchio, d’accordo da un pezzo col PD locale a fare un listone civico insiemeGiuseppe Giampaoli, sotto processo per ecomafia a Macerata), avrebbe raggiunto un accordo di massima col candidato sindaco dem, il preside dell’Itis di Recanati Giovanni Giri. Accordo che nel succo recita: sentenza del Consiglio di Stato permettendo, il resort al Burchio non si fa. Se il CdS non lascia spiragli, almeno leviamo dal progetto le villette e portiamo il valore delle opere pubbliche a scomputo degli oneri di urbanizzazione al 10% dell’investimento consentito (si parlava di 60 milioni ultimamente, quindi 6 milioni di cucuzze in strutture per la città). Perché Fiaschetti, uomo di temperamento, al resort 5 stelle e mezzo, con affaccio su Hotel House e A14, non ha mai creduto, anzi, si è sempre battuto contro.
vista da hotel sud est

La vista che si gode sul Burchio dal luogo in cui è previsto l’hotel 5 stelle superior.

Vedrebbero di buon occhio i civici fiaschettiani – quindi l’accordo anti-russi – Aldo Sichetti, già pontiere con UPP, la lista civica e ambientalista di Lorenzo Riccetti, e altri membri dell’assemblea più vicini alla sinistra purtannara. Ma anche, a sorpresa, Luigi Mangiaterra, già presidente di quel Comitato Pareri che sulla vexata variante del Burchio consultò due esperti per timore di una fracassata di danni per le casse comunali. NB: tra questi esperti c’era, nell’autunno 2014, l’avvocato Federico Tedeschini, che oggi, al Consiglio di Stato, rappresenta contro il Comune SIPA e 2P, cioè i costruttori/artefici del Burchio. Tedeschini di recente l’abbiamo visto a L’Arena, in veste di legale dei 77 ex consiglieri della Regione Lazio che non accettano i tagli disposti ai loro “vitalizi d’oro” da una legge regionale del 2014.
Tedeschini_L'Arena
Invece l’accordo con Fiaschetti sarebbe visto come il demonio dagli ex margheritini Antonella Cicconi, segretario in carica, e Ettore Perna. Ma anche – a sorpresa – dal suo vecchio compagno di governo Andrea Dezi, nonché da Petro Feliciotti e Massimo Montali. Secondo alcune voci sarebbero fautori, tutti costoro, di un accordo in chiave “burchiante” con Rosalba Ubaldi. La quale – sulla quarantina di persone attese all’assemblea di stamani – conterebbe una ventina di “compagni di strada” tra i membri del PD locale. Venti “amici” che ai dem si sono iscritti “a unisono” (cit.) nel 2014. Una sventagliata di “ubalditudine” che avrebbe già salvato la poltrona di Antonella Cicconi, una donna familiare alla vecchia leonessa democristiana.
Del resto l’amalgama della Ubaldi col PD è lunghissimamente datato. La leader UDC – che ripetiamo, governa la Provincia di Macerata proprio coi dem – è un’assistente sociale che si è fatta tutta una carriera in quel Santo Stefano Riabilitazione che fa capo alla Cir di Carlo De Benedetti, già soprannominato, negli ambienti PD, “Tessera numero uno. Uno che il ministro piddino Delrio, numero 2 del governo, lo riceve a casa sua a colazione, per dire. Insomma, con Fiaschetti fuori cambierebbe la musica, e Ubaldi e PD si potrebbero riavvicinare. Ma il busillis è lo stesso che dall’altra parte: un PD “cicconizzato” la candiderebbe a sindaco, estromettendo Giri?
La sensazione è che a Fiaschetti bocciato si andrebbe incontro a una lunga guerra di logoramento interna, perniciosa più che mai a meno di 90 giorni dal voto. Con la prospettiva – ormai chimerica – di imbarcare, a questo punto ben più in là, in una stressante “luna di fiele“, un personaggio, la Ubaldi, già bruciato dal comunicato unitario con la “trimurti” dell’altra sponda. D’altro canto se Ubaldi resta cogli amici “destri” la sindaco la farà molto difficilmente. Oppure si metterà in testa agli “zaffiriani” e agli Attaccalite del caso, dopo aver lungamente flirtato, in inverno, col PD. Proprio una sciccheria, per i “fasci”, i berlusconiani e i leghisti del Porto, che a loro volta difficilmente strozzerebbero nel gargarozzo una candidata così, se volesse a tutti i costi fare il sindaco. Insomma, per Ubaldi, a destra come a “sinistra”, è sempre più complicato amare questa città. Ed è sempre più difficile, per lei, tenersela stretta per mano. Eppure, anche in queste difficoltà, Ubaldi ci tiene, al Porto. Ci tiene per le spiagge, per il brodetto, per il meraviglioso lungomare pedonabile. Ci tiene per le palme, Ubaldi. Che poi le palme, a ben vedere, ultimamente ce le siamo pure potate.
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Il Comune ha fatto potare le palme in città: ecco via Martin Luther King (foto di stamattina).

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