IL “CALCINCULO” DEL LEGHISTA ALLA UBALDI. CON UN “MA” GROSSO COME UN… RESORT

Il 16 luglio 1945 The Gadget, la prima bomba nucleare all’idrogeno, esplode nel deserto di Jornada del Muerto. Sono le prove generali di Hiroshima, il cosiddetto Trinity Test. Oggi, a Porto Recanati, dalla sala convegni dell’Hotel Mondial, il “gadget” lo ha esploso l’aguglianese Sandro Zaffiri (sotto in foto), Lega Nord, vicepresidente del Consiglio Regionale delle Marche, nel campo – non proprio desertico – del centrodestra locale, con dentro un messaggino all’indirizzo di Rosalba Ubaldi e della Coneroblu Srl.

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Ma sentiamolo, Zaffiri: “Porto Recanati è una città che in 15 anni è stata governata da politica e affari. In questi anni abbiamo pensato al Burchio, una costruzione che doveva avvenire con una società russa… Queste società russe che girano per l’Italia cercando un po’… Coi bidoni e con le sòle (questa parola è inizialmente “imboccata” a Zaffiri da un suo vicino di posto al tavolo dei relatori, e ripresa dallo stesso, sorridendo, ndr). Beh, questa è una realtà che questa città non merita, perché non merita di essere governata come è stata governata negli ultimi 15 anni, perché qui c’è un turismo di proprietà… Non ci sono alberghi, ma ci sono avvocati, persone importanti…”.

Il discorso di Zaffiri prosegue dopo che, pochi minuti prima, lo stesso aveva menzionato l’avvocato Massimo Camiciola, il gruppo del costruttore Lanari e i legami degli stessi con Banca Marche. Ma stiamo a quanto abbiamo già virgolettato. Il consigliere ha “calcinculato” 15 anni di amministrazioni di centrodestra (e se sono gli ultimi 15, per un pezzettino di tempo, c’è dentro anche NPP).

Non solo: ha detto Zaffiri che usare la ramazza sopra quei 15 anni farà vincere le Comunali alla Lega. Lo ha detto davanti a una trentina di astanti, inclusi i due militi dei CC, Emanuela Addario del Resto del Carlino, Monia Orazi di CM, e soprattutto la consigliera regionale FdI Elena Leonardi, ex consigliere comunale GFP con Rosalba Ubaldi, che per 3 volte votò uno squillante “Sì” al progetto del Burchio (tra il 2013 e il 2014). Ma in sala c’erano anche Emanuele Salsedo, già candidato GFP con Rosalba Ubaldi, e poi Luca Davide e Angelo Manisi, neomembri, con Salsedo, del direttivo Lega Nord a Porto Recanati. Bisognerebbe poi spiegare a Zaffiri che la Lega non è mica rimasta distante le mille miglia dai governi che si sono succeduti a Palazzo Volpini da 15 anni in qua. Anzi.

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Peraltro quelle furono amministrazioni in cui Elena Leonardi fu consigliera comunale, ma anche assessore al Bilancio. E quelli furono anni in cui Salsedo fu candidato (nel 2014) e militante GFP con la Ubaldi. Anni in cui Luca Davide fu interlocutore del Comune per la questione delle tantissime criticità dell’Hotel House, il palazzone multietnico di 3mila anime, dove vive e lavora come portiere – immaginiamo tutt’ora – e lavorò con Elena Leonardi per il cartello Lega-FdI che a Porto Recanati prese il 28,32% alle Regionali 2015, appoggiando il candidato presidente Francesco Acquaroli. A proposito: a margine della faccenda Elena Leonardi ci spiega che l’articolo del Carlino uscito il 24 febbraio l’ha “spiazzata”. Che diceva il pezzo, non firmato? Che Leonardi è pronta a correre da sindaco per la trimurti Lega-FdI-FI. Bon, cara Elena, te lo ripetiamo come te l’abbiamo detto in viso: secondo noi con quell’articolo, spiazzata o no che tu sia stata, hai fatto un bel sondaggio (ci torneremo presto su con un altro post).

Ma sentiamo di nuovo Zaffiri, che parla accanto al Presidente del COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) Giacomo Stucchi, Lega Nord anche lui, e alla consigliera regionale Lega Nord Marzia Malaigia, autrice di un bell’intervento sulla sicurezza e sulle mafie nelle Marche: “Un comune confinante con Porto Recanati (Loreto? Mah, chi lo sa, ndr) scarica le sue acque nell’abitato di Porto Recanati. Ecco, è grazie alla politica: il sindaco di Porto Recanati fingeva di non vedere che cosa faceva il collega del suo stesso partito. Questa signora oggi cerca di correre col Partito Democratico, a Loreto è avvenuta un po’ la stessa cosa… Io vi dico che se emergono con chiarezza i legami politica-affari a Porto Recanati si vince… Giri lì, Girmi, come si chiama, è una minestra riscaldata, Porto Recanati non può avere il tipo di governo che ha avuto fino ad oggi”.

Ricapitolando: Zaffiri “spedisce” Rosalba Ubaldi, la cui UDC non ha ancora concluso nulla col PD, nel campo dei dem; poi manda un fulmine a 15 anni di amministrazioni in cui – almeno dal 2009 – la sua “collega” di coalizione Leonardi ha fatto la parte del leone, imbarazzando tutta la compagine; spiazza – stavolta più che mai – la stessa Leonardi, candidata sindaco in pectore (discorso che riprenderemo in un altro post domattina); per chiudere Zaffiri alza le pulsazioni a tutta la politica purtannara, giacché da ora parleranno – a voce alta – Ubaldi e Giri – come minimo – e tutta la galassia del centrodestra riprenderà voce come una gazza (o un usignolo, se preferite). Stay tuned.

Postilla. Ironia della sorte, tutto ciò si è svolto nella “Blue Room”, diciamo così, cioè quella sala convegni del Mondial che la Coneroblu Srl utilizzò il 2 ottobre 2014 per propagandare un link scogliere-resort, peraltro già proposto da un “anonimo” costruttore recanatese, che secondo noi altri non è che Enrico Paoloni, già autore, con la sua 2P, del “mini-marciapiede” costruito sul Burchio prima delle elezioni del 2014 (per il quale prestò lauta fideiussione), nonché costruttore in pectore del “Gran Resort Porto Recanati“, nonché proprietario di una miriade di volumi edilizi convogliati sul Burchio dai terreni circostanti – esempio una lingua di terra radente la A14, in zona SM in Potenza. Ma Paoloni è anche cliente dell’avvocato Gabriele Cofanelli che per primo propose la soluzione “sbloccaBurchio” all’indomani del SuperNo al progetto del resort confezionato dalla coppia Donato-Montali, vicenda ora in mano al Consiglio di Stato.

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